L’AQUILA – Seconda domenica in centro per il Popolo delle carriole. Dopo l’incontro della settimana scorsa,ieri mattina in molti si sono ritrovati sulla scalinata di San Bernardino, con tanto di scope, guanti da lavoro e rastrelli, per completare il lavoro di pulizia dalla sporcizia e dall’erbacce che coprivano uno dei monumenti più importanti della città.
Ferme in fila, sulla storica scalinata, le carriole con all’interno i tronchi secchi, le erbacce e i resti della giornata di pulizia. Affianco la bandiera nero- verde della città, di tanto in tanto gonfiata dal vento.
I “carriolanti” erano un po’ meno della settimana scorsa, “ma non è importante il numero – dice Antonio Di Giandomenico, uno dei promotori dell’iniziativa – l’importante è che ci sia sempre la stessa volontà dei cittadini di sollecitare le istituzioni a fare il proprio dovere. Vogliamo guardare al futuro, lo disegneremo e coloreremo con le nostre carriole”.
Obiettivo dell’iniziativa era soprattutto ridare dignità alle nicchiette, che dopo il terremoto sono state lasciate all’incuria e al degrado.
“Un obiettivo centrato in pieno – secondo Graziella Cucchiarelli che ha trascorso l’intera mattinata con scopa e rastrello – Lo spirito è lo stesso di sempre. Vogliamo ricordare che, quando si vuole, le cose si possono fare”.
Intanto, già si pensa all’appuntamento di domenica prossima. “Stiamo ancora discutendo sul da farsi – continua la Cucchiarelli – ma stavolta vogliamo riportare le carriole sulle strade del cuore della città, sulle strade distrutte dal terremoto”. Una delle ipotesi è via Roma.
Al termine della mattinata la pulizia della scalinata si è fermata per dare spazio alla conferenza dello storico Antonio Gasbarrini, dal titolo “Il giallo architettonico della facciata di San Bernardino: Cola dell’Amatrice, Michelangelo o Raffaello?”.
L’ipotesi avanzata dallo studio riguarda il progetto iniziale della facciata della chiesa di San Bernardino. “Nel 1515 è stato bandito un concorso per la facciata di San Lorenzo a Roma – dice – Michelangelo ha risposto con un modello ligneo ancora conservato a Firenze a Casa Bonarroti di due metri d’altezza che sembra la copia della facciata della basilica aquilana”.
“Nello stesso periodo Raffaello realizzava un progetto per un palazzo a Roma, la cui facciata è simile a quella di San Bernardino – continua – Non si può escludere che Cola dell’Amatrice abbia utilizzato i progetti dei due grandi artisti come ispirazione per il monumento aquilano. L’ipotesi è ancora più probabile considerando il fatto che non esistono altre strutture realizzate da Cola dell’Amatrice simili a questa”.
La giornata è seguita con l’artista aquilano Franco Fiorillo che ha illustrato il progetto nazionale di raccolta fondi per il restauro delle edicole della scalinata di San Bernardino: “Neola per L’Aquila: il restauro delle nicchie del primo bacio”.
Affianco alla scalinata e davanti a molte piastre delle C..a.s.e. sono stati allestiti banchetti per la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la ricostruzione dell’Aquila.
Le iniziative proseguiranno ogni domenica, con luoghi via via da definire.
“La ricostruzione dei nostri centri storici non può più aspettare – dicono gli organizzatori – I cittadini non possono più aspettare ed hanno bisogno di segnali di chiarezza che diano loro la speranza necessaria per decidere di restare, per ricostruire case e vite”.



