L’AQUILA – Due arresti e un obbligo di dimora nella Marsica per usura ed estorsione nei confronti di un piccolo imprenditore da parte di una coppia di Rom e di un avezzanese sessantenne.

I carabinieri del nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Avezzano (L’Aquila), nelle prime ore di oggi hanno dato esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano e a decreti di perquisizioni domiciliari nei confronti di 2 persone residenti ad Avezzano, ritenute responsabili dei reati di estorsione e usura in concorso.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Paolo Andrea Taviano su richiesta del pubblico ministero Guido Cocco, titolare del relativo procedimento penale.

Il provvedimento è l’epilogo delle indagini di polizia giudiziaria svolte dai militari del Norm di Avezzano e ha preso avvio dopo una denuncia sporta la scorsa estate da un commerciante del centro marsicano.

A causa di una momentaneo bisogno di liquidità, l’uomo era caduto nella trappola ordita dal gruppo, rimanendo “strozzato” in una morsa di ricatti e minacce che in poco tempo lo avevano portato a chiudere il proprio negozio, fatto oggetto di quotidiane “visite” da parte degli estorsori.

Alla parte offesa del reato, a questo punto, non era rimasto altro che recarsi presso il comando dov’è stata raccolta la denuncia e avviate le indagini che hanno consentito l’identificazione e il deferimento dei responsabili.

Il contesto delinquenziale trova radici nella comunità Rom di Avezzano, da sempre dedita a questo tipo di reati, ma in questo caso a finire in manette oltre a O.M, 39 anni, noto pluripregiudicato, è stato anche il suo complice, il pregiudicato A.P. sessantatreenne avezzanese.

Ad approfittare dello stato di bisogno del piccolo imprenditore era anche la moglie del Rom, energica complice, per la quale, dovendo rispondere dello stesso reato, è stata applicata una misura cautelare non detentiva.