L’AQUILA – L’Università dell’Aquila vuole tornare nel centro storico. A confermare questa volontà, più volte espressa, c’è l’acquisizione della vecchia struttura dell’ospedale San Salvatore nei pressi della Fontana Luminosa, dove verrà realizzato il polo umanistico.

Dopo la nuova sede di facoltà di Lettere e filosofia, situata in quella che era la parte più nuova dell’ex complesso ospedaliero e che secondo le previsioni sarà aperta per il prossimo anno accademico, nella  nuova porzione di struttura acquistata si insedierà anche la facoltà di Scienze della formazione.

“L’Università deve tornare nel centro storico – ha affermato il rettore Ferdinando di Orio nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – perché deve tornare a rappresentare ciò che L’Aquila è, ovvero una città universitaria”.

L’acquisto dell’immobile costerà all’Università 9,1 milioni di euro, mentre per realizzare i lavori di consolidamento e ristrutturazione dei 18.500 metri quadrati del complesso serviranno circa 40 milioni.

“Per l’acquisto dell’immobile abbiamo già acquisito il fondo straordinario della Regione – ha affermato di Orio – che è pari a 8 milioni di euro. Di questi ne abbiamo già a disposizione 4, il resto lo metteremo noi”.

Una parte di questo nuovo polo umanistico verrà destinata al Rettorato, che dopo il sisma è “ospitato” presso la scuola superiore “Reiss Romoli”, in un’altra parte invece  verranno realizzate strutture didattiche e di ricerca.

“Vorremmo anche realizzare degli spazi – ha spiegato il professor Pierluigi De Berardinis, prorettore delegato alla programmazione dello sviluppo edilizio di Ateneo – che siano destinati ad attività connesse al dopo studio o che coinvolgano la cittadinanza, come sale convegni o sale per le esposizioni”.

Sui tempi di realizzazione degli interventi di Orio si è lasciato scappare una battuta: “Se fossimo in un paese normale in cinque anni i lavori dovrebbero terminare”.

Il ritorno al centro della città, ha auspicato di Orio, “deve essere una guida anche per le altre istituzioni a tornare in centro. In questo momento siamo tutti decentrati, sembra quasi che ci stiamo arrendendo a un centro storico che somiglia sempre di più a una necropoli”.

In particolare, di Orio ha esortato la Regione a interessarsi della parte dell’ex ospedale che rimane fuori dall’acquisto dell’Università, esattamente l’edificio che ospitava la clinica Chirurgica, dove poter realizzare una residenza per studenti.

“Ad oggi – ha spiegato il rettore – ci sono  solo 200 posti letto disponibili per gli studenti fuori sede e sono quelli della caserma Campomizzi. Ci sono 8 mila studenti pendolari e se non si realizzano delle strutture per loro questa Università non può andare avanti”.

“Dove è il fondo Miur – ha chiesto – di 16 milioni di euro per la costruzione di una casa dello studente per l’Università dell’Aquila?’.

A venti mesi dal sisma le sedi delle facoltà ancora inagibili sono molte. Per quella di Ingegneria che si trova a Roio, una parte, secondo il rettore, potrà essere riaperta entro il 2011, mentre un’altra parte a fine 2011 inizio 2012.

Su come verranno organizzate le facoltà una volta ripristinate le strutture danneggiate dal sisma, di Orio non fa previsioni certe. “Se passerà il decreto Gelmini sulla riforma, dovremo mettere in atto un processo di razionalizzazione e vedere di riorganizzarci. Con le limitatissime risorse che avremo a disposizione abbiamo pensato di portare il numero di dipartimenti da 18 a 9”.