SULMONA – Toccata, costretta a osservare l’amico di famiglia spogliarsi e mostrare le parti intime.
La terribile storia di violenza viene da Sulmona (L’Aquila). Protagonista una bambina di 13 anni, che a quelle attenzioni morbose e quelle avances diventate un incubo non ha retto più, ed è scappata di casa.
Una fuga di qualche ora, poi il ritrovamento e il racconto di quell’odissea.
Come scrive Il Messaggero, il caso è finito all’attenzione del tribunale di Sulmona, dove sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica Aura Scarsella è stata depositata un’informativa della squadra anticrimine della polizia.
A denunciare il caso sono stati i genitori della piccola.
Secondo quanto raccontato loro, la violenza si sarebbe reiterata nel tempo.
L’uomo, 45 anni di Pescocostanzo, è entrato nella vita della famiglia attraverso un’amicizia in comune. Da qui, le occasioni per incontrare la bambina, ottenere la fiducia dei familiari tanto da rimanere solo con lei.
Le carezze sempre più insistenti sono diventate un incubo. Lui che le mostrava le parti intime e la obbligava a guardare. Nessun rapporto sessuale, ma violenze psicologiche che lasciano il segno per sempre.





