L’AQUILA – È il capogruppo del Popolo della libertà-Forza Italia, Lanfranco Venturoni, ormai in avvicinamento verso il Nuovo centro destra di Angelino Alfano, il più ricco dei politici della Regione Abruzzo.
Il dato emerge dalle situazioni patrimoniali pubblicate sul sito ufficiale del Consiglio e relative ai redditi 2012.
Venturoni, che nel privato è un medico, porta a casa poco meno di 200 mila euro, cui vanno aggiunti, come per tutti gli altri colleghi che siedono sui banchi dell’Emiciclo, una quota esentasse che oscilla tra i 50 e i 60 mila euro a titolo di rimborsi chilometrici e di gettoni di presenza per le partecipazioni alle sedute di commissioni e aula.
Alle sue spalle, a un’incollatura, l’assessore Mauro Febbo, anche lui iscritto al Pdl ma sponda Forza Italia, che l’anno scorso ha dichiarato 194.023 euro.
Per scendere sul gradino più basso del podio, invece, bisogna fare tutto il giro dell’arco costituzionale e arrivare al capogruppo dei Comunisti italiani, Antonio Saia, con poco più di 187 mila euro.
Subito dopo c’è Antonio Prospero, di Rialzati Abruzzo, l’altra gamba della maggioranza di centrodestra, che si ferma a 186.758 euro.
Il più povero è l’ultimo arrivato, Nicola Mincone (Pdl), ma i 12.780 euro messi sul 730 sono giustificati dal fatto che l’anno scorso non era nel mondo dorato della politica abruzzese, essendo subentrato solo a fine luglio 2013 nell’assise regionale.
Nella categoria dei “paperoni”, il governatore Gianni Chiodi si piazza al sesto posto, con un imponibile di 149 mila euro e rotti, qualche spicciolo in meno dell’oculista marsicano Walter Di Bastiano.
Oltre a cifre e numeri, non mancano le curiosità: per esempio Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista), non perde occasione per sfoggiare una certa dose di ironia.
Negli allegati riservati ai redditi dei congiunti, solo facoltativi, ha scritto che “la moglie Tatiana Claudia Fioretti, la madre Caterina Monaco e il fratello Salvatore Acerbo, forse seguendo l’esempio dei familiari del presidente del Consiglio, Enrico Letta, non hanno dato il consenso alla pubblicazione della dichiarazione patrimoniale e dei redditi”.
Ma non è la sola singolarità che riguarda l’esponente della sinistra radicale, che da “agnostico con simpatie buddhiste”, come si definisce simpaticamente su Facebook, per fare la denuncia dei compensi percepiti, si è avvalso della consulenza dei cattolici del centro di assistenza fiscale delle Acli.
Al contrario, l’assessore Gianfranco Giuliante, una vita vissuta a destra come militante del Movimento sociale e di Alleanza nazionale prima di approdare nella rinata Forza Italia, si è rivolto ai “comunisti” della Cgil.
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CONSIGLIO E GIUNTA REGIONALE
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