L’AQUILA – La gestione sempre più con l’acqua alla gola dei 4.500 alloggi del progetto C.a.s.e. dell’Aquila e dei 10 milioni di maxi debito per i consumi fa saltare i nervi alla Giunta comunale dell’Aquila, che si spacca tra accuse e autocritiche, e il sindaco Massimo Cialente deve intervenire di domenica mattina su Facebook per evitare guai peggiori e una crisi conclamata.
A suscitare il baccano è stata la conferenza stampa di ieri di Lelio De Santis, già assessore al Bilancio, che ora ha ereditato la complessa vicenda dei 19 quartieri realizzati dalla Protezione civile dopo il sisma del 6 aprile 2009 e poi acquisiti al patrimonio comunale con una mezza di idea di come gestirli e poco più.
Incontro con la stampa nel quale De Santis, solitamente in pubblico molto più compassato, ha accusato il Comune di dilettantismo fino a oggi, bocciando, senza mai nominarlo, chi aveva tenuto le mazze negli ultimi 4 anni: l’assessore ai Lavori pubblici Alfredo Moroni, quest’ultimo da tempo ansioso di scrollarsi di dosso una delega fortemente penalizzante in vista della campagna elettorale delle prossime Regionali che lo vedrà tra i sicuri protagonisti nel Partito democratico.
“Accetto, ma è una rogna”, aveva ammesso nei giorni scorsi De Santis a questo giornale, facendo trapelare un po’ nervosismo e delusione per non aver ricevuto deleghe che considera a lui più affini e meno bollenti come quella alla Cultura, rimasta orfana di Stefania Pezzopane eletta al Senato e finita invece a Betty Leone: “Non voglio fare polemica, ma lavoro nel campo della cultura da quarant’anni…”, aveva detto De Santis.
Ieri, invece, c’è andato giù pesante: “Il problema delle bollette e dei canoni di progetti C.a.s.e. e Map è stato affrontato finora con dilettantismo e superficialità da parte del Comune”, con la rapida aggiunta di una “autocritica come amministratore” per non esagerare.
Parole che hanno fanno sgranare gli occhi ai presenti, impossibile non notare il contrasto. Di qui l’intervento pacificatorio di Cialente, che con De Santis come con tutti i suoi alterna bastone e carota.
“Mi sembra strano che l’assessore De Santis abbia detto queste cose – scrive, scettico – Probabilmente è stato mal capito o si è espresso male. Scrivo questo perché altrimenti avrebbe confessato anche sue omissioni o errori”.
Cialente snocciola quello che era il vecchio assetto, del quale, evidentemente, faceva parte anche il nuovo assessore: “Il settore Patrimonio (assessore Moroni, dirigente Di Gregorio) fissa i canoni o misura i consumi, la Ragioneria (assessore De Santis , dirigente dapprima Mancini, poi Pirozzolo, successivamente Giannangeli, vincitore di concorso), registra e verifica, su appositi capitoli, l’ingresso e quindi i pagamenti dei canoni e delle utenze. Nel caso del progetto Map e C.a.s.e. – continua il sindaco – si aggiunge anche l’Assistenza alla popolazione (assessore Fabio Pelini e dirigente Del Principe), che deve trasmettere, in tempo reale, tutte le continue modificazioni di assegnazione degli alloggi o di trasferimenti”.
Chiaro il messaggio subliminale cialentiano a De Santis: se il Comune è stato dilettante lo sei stato anche tu, ora testa bassa e pedalare.
Altro contrasto, comunque, si nota quando il sindaco ne approfitta per descrivere anche quelli che saranno i cambiamenti all’assetto, in particolare descrivendo il “nuovo ufficio” che, invece De Santis nei giorni scorsi aveva evocato come sua idea e creatura.
“Ho ritenuto affidare a De Santis questo aspetto gestionale – scrive ancora Cialente – realizzando nel contempo un nuovo ufficio nel quale sono presenti, in ‘distacco’, i migliori funzionari dei vari settori, a cominciare dal responsabile, Stefanucci che è un validissimo tecnico del Patrimonio, cui per ora si aggiungono due dipendenti della Ragioneria e uno dell’Assistenza alla popolazione”.
C’è infine l’aspetto delle dimissioni di Moroni chieste alla luce degli strali di De Santis dall’assessore regionale aquilano di Forza Italia Gianfranco Giuliante, che si è infilato nella breccia di questo dissidio per rinfocolare un po’ la campagna elettorale, visto che avrà tutta l’intenzione di ricandidarsi nell’Aquilano e stavolta non potrà contare sul “listino” a elezione sicura legato al presidente: azzoppare l’avversario anzitempo non fa certo male, di qui la frecciata.
“Rinunciando a ogni tatticismo politico ed esplicitando un dato di verità – ha detto in una nota – De Santis crocifigge ben due protagonisti di questa storia: Moroni in quanto ‘dilettante, superficiale, privo di grinta e incapace di risolvere i problemi’; Cialente viene accusato indirettamente di ‘culpa in vigilando’”.
La risposta del primo cittadino è altrettanto sibilante: “Giuliante, improvviso redivivo sulla scena delle vicende aquilane, chiede le dimissioni degli assessori, in particolare Moroni. Lo ringraziasse piuttosto – sbotta – Se non era per lui e per Pelini, oggi decine e decine di famiglie dell’Ater, istituzione, purtroppo Regionale, abbandonate dalla regione Abruzzo, dormirebbero nelle automobili”. Alberto Orsini





