MOSCA – Nadia Tolokonnikova, una delle due Pussy Riot ancora in detenzione per la controversa performance anti-Putin nella cattedrale di Mosca, è arrivata in un penitenziario della regione di Krasnoiarsk, nella Siberia orientale.

Lo ha reso noto, a Interfax, un portavoce della sezione locale del Servizio penitenziario federale russo, senza specificare però di quale struttura si tratti. Lo stesso portavoce ha, poi, assicurato che i parenti della detenuta “saranno informati, nei tempi dovuti”.

Il marito dell’attivista, 24 anni e madre di una bambina piccola, aveva denunciato la ‘scomparsa’ della moglie dallo scorso 21 ottobre, dopo il suo trasferimento dal campo di lavoro in Mordovia.

Qui la donna aveva condotto uno sciopero per protestare contro il trattamento, a suo dire disumano, riservato alle prigioniere.

L’ombudsman russo per i diritti umani, Vladimir Lukin, ha ricordato di recente che deve passare il periodo di quarantena previsto dopo ogni trasferimento, perché legali e parenti possano riprendere i contatti con la detenuta. Secondo la legge, i famigliari devono essere messi al corrente della luogo in cui è detenuto il condannato, entro 10 giorni dall’arrivo nella prigione di destinazione.

fonte Agi.it