L’AQUILA – “Non è assurdo pensare che quest’atto mediatico proprio in questo momento non venga a caso, ovvero arrivi nel momento in cui si stavano aprendo le discussioni su una moratoria per le spese di investimento proprio in circostanze d’eccezionalità” come, per esempio, la ricostruzione post-terremoto dell’Aquila.
È un passaggio del durissimo atto di accusa della relazione dell’europarlamentare Crescenzio Rivellini, del gruppo Ppe/Mezzogiorno di fuoco, scritta per contestare il rapporto che da una settimana fa parlare l’Italia e l’Europa, quello del suo collega danese del gruppo Sinistra europea Soren Sondergaard, che denuncia sprechi e abusi ma che per Rivellini “serve solo a infangare il buon nome dell’Italia”, come detto nei giorni scorsi anche in un’intervista ad AbruzzoWeb.
Sempre come anticipato a questo giornale, nel suo documento, illustrato ieri, Rivellini insinua che la diffusione del rapporto “non venga a caso” bensì proprio quando era diventata solida la richiesta chiara del “cratere”: escludere le spese con indebitamento dello Stato per la ricostruzione dal calcolo del rapporto tra deficit e Pil del 3%, imposto agli Stati membri in nome del cosiddetto “patto di stabilità”.
In tal senso l’ipotesi di una “moratoria” è una novità assoluta, uno strumento di cui non si era parlato fin qui probabilmente per tenere bassi i toni e non spaventare i “tecnocrati” di Bruxelles: fatica sprecata, sembrerebbe, visto che ad alimentare lo spettro del “mostro L’Aquila”, ancora parole di Rivellini, ci ha pensato il rapporto Sondergaard.
Per tentare di rimediare, nell’ambito della riunione di ieri della Commissione per il controllo dei bilanci dell’Europarlamento (Cont), di cui fanno parte sia lui che il danese, Rivellini ha diffuso un contro-rapporto dove contesta punto per punto le bufale: 13 pagine in due colonne con l’accusa da un lato e la difesa, in rosso, dall’altro.
Un documento che AbruzzoWeb è propone ai propri lettori dove si chiarisce, tra l’altro, una volta per tutte, l’iter e il valore dello scritto di Sondergaard, quest’ultimo, invece, al momento ancora indisponibile in edizione integrale.
“Non ha ripercussione effettiva né attinenza sull’eventuale apertura di una procedura d’infrazione all’Italia né tanto meno di un’eventuale successiva richiesta di rimborso delle somme erogate. Il parlamentare danese, relatore di varie relazioni della Corte dei conti, di cui questa è solo una delle tante – ripete Rivellini – può solo suggerire che nel discarico della Commissione per l’anno 2012 (il documento che dà l’ok al bilancio, ndr) ci sia una maggiore attenzione alla questione dell’Aquila. Solo in casi estremi, e comunque sempre successivamente al vaglio della relazione sul discarico (febbraio 2014) e con effettive prove che al momento non si sono prodotte, si potrebbero ipotizzare scenari diversi”. (alb.or.)
IL CONTRO-RAPPORTO CONTRO LA RELAZIONE SONDERGAARD (Pdf, 66 Kb)
L’europarlamentare pidiellino napoletano ha anche diramato una nota che riportiamo integralmente.
LA NOTA COMPLETA
Nella commissione del Parlamento europeo per il controllo di bilancio, il relatore di una serie di documenti di lavoro inseriti nel discarico della Commissione 2012, l’On. Sondergaard, ha duramente attaccato l’Italia per l’utilizzo dei fondi europei relativi alla ricostruzione post-terremoto.
A Sondergaard ho risposto che non è corretto travisare le relazioni della Commissione e della Corte dei conti nonché le dichiarazioni d’istituzioni ed esponenti politici che non ha mai incontrato.
Il collega danese, neppure in occasione dell’audizione pubblica da me organizzata il 26 Giugno dove erano presenti il Responsabile della DG Regio, Dr Popens; il responsabile della Corte dei conti, Ville Itala, il Capo della protezione civile, prefetto Gabrielli, il Responsabile nazionale dei vigili del fuoco, Prefetto Tronca; il Presidente della regione Abruzzo, Chiodi; il Presidente della Provincia Del Corvo ed il Sindaco de L’Aquila Cialente, ha avuto la sensibilità istituzionale di partecipare, visto che stava preparando un dossier e un attacco così violento al nostro Paese.
Dopo il durissimo dibattito, la Commissione ha testualmente dichiarato, tra le altre cose:
A – “Un documento di lavoro con affermazioni non corrette e non sostanziate come quello proposto rischia, se non modificato, di divenire, a ben vedere, un documento non credibile”.
B – “Sia rispetto ai costi medi che alle esigenze temporali, si per le condizioni oggettive climatiche e geografiche, le case costruite, non presentano motivi d’incompatibilità rispetto al regolamento in questione”.
C – “Non abbiamo riscontrato, come confermatoci dalle autorità aquilane, segni che lascino dedurre la presenza o l’infiltrazione di organizzazioni mafiose”.
D- “È probabile che ci siano stati casi d’irregolarità ma cosa ben diversa è parlare di frodi”.
E – “Pur essendo state necessarie delle correzioni finanziarie tuttavia la spesa certificata è ben al di sopra dei limiti previsti e pertanto non è all’orizzonte una richiesta di restituzione delle somme”.
Praticamente tutte le perplessità sulla relazione, da me sollevate, sono state confermate dalla Commissione.
Si badi al fatto che la relazione Sondergaard è solo un suggerimento e non può avere nessun impatto concreto.
Fino a oggi questa relazione ha solo tentato, senza riuscirci, di infangare l’Italia, proprio quando su proposta del Presidente della Provincia dell’Aquila e del sindaco de L’Aquila, abbiamo intrapreso un percorso per escludere dai limiti del patto di stabilità la città abruzzese per gli investimenti legati alla ricostruzione.
Alla stampa e ai miei colleghi deputati ho consegnato una relazione, che allego, che contesta punto per punto le mistificazioni del dossier Sondergaard.
Naturalmente se dovessero essere pubblicati documenti diversi da quelli finora presentati sarò il primo a cambiare opinione ma ad oggi, come confermato dalla Commissione europea, il rapporto Sondergaard serve solo a infangare il buon nome dell’Italia.



