L’AQUILA – Comunque venga vista quella di oggi è una giornata cruciale per la politica regionale abruzzese. C’è attesa per la conferenza del governatore Gianni Chiodi, che a Pescara terrà una conferenza stampa per delle “comunicazioni importanti”, verosimilmente sulla situazione del deficit sanitario e del piano di rientro (argomento di scontro tra il presidente e le opposizioni negli ultimi due giorni), nell’ambito della quale potrebbe essere data ufficialità ai nomi che comporranno il nuovo esecutivo.
Prima dell’incontro con i giornalisti è prevista la partecipazione ad un incontro pubblico al quale saranno presenti il vice presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, il coordinatore regionale del partito ed il vice, i senatori Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano.
Candidati ad entrare in Giunta, per sostituire gli ex assessori Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, sarebbero l’attuale capogruppo Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante, che avrebbe avuto la meglio su un altro aquilano, il consigliere e presidente della commissione territorio, Luca Ricciuti, al quale, però, sembra che in caso di elezioni politiche anticipate sia stata prospettata l’ipotesi di candidatura alla Camera.
Un’ipotesi, lanciata da alcuni rumos, vedrebbero lanciato verso un posto in giunta l’ex presidente del cda di Abruzzo Engineering, la società in ‘house’ della Regione sulla quale è stata decisa la liquidazione, Francesco Carli, avvocato aquilano che verrebbe, pertanto, preferito sia a Giuliante sia a Ricciuti.
Sempre per un ragionamento legato alla territorialità degli esponenti in giunta il chietino Luigi De Fanis sarebbe stato scelto quale membro del nuovo esecutivo, preferito al conterraneo Nicola Argirò, mentre il consigliere Nicoletta Verì, da Pescara, entrerebbe in giunta al posto dell’attuale assessore al personale Federica Carpineta, teramana ed esponente di fiducia del presidente Chiodi in giunta, ma in difficoltà con la vicenda legata ai precari dell’ente, anche lei in odore di candidatura in vista di una possibile corsa anticipata verso Montecitorio.
Restano fuori, secondo questo schema, Fli ed Mpa, che martedì avevano partecipato ad un summit con il presidente, ed La Destra, il cui ingresso nell’esecutivo era stato ‘suggerito’ dal premier, Silvio Berlusconi, anche in vista di alcuni assestamenti degli scenari politici nazonali.
Sulle competenze e le deleghe il nodo verrà sciolto in giornata e molti dei compiti che sono stati gestiti ad interim da Chiodi, che riveste il ruolo di commissario alla sanità e alla ricostruzione, dopo le dimissioni di Venturoni e Stati saranno ridistribuiti nel nuovo esecutivo; i tempi dovrebbero essere brevi considerata l’agenda del presidente che agli inizi della settimana prossima sarà a Bruxelles e poi sarà via per impregni personali fino al 13 dicembre, proprio la vigilia del giorno di discussione della fiducia al Governo.





