L’AQUILA – “Gentile, accogliente ma grintoso, nonostante la malattia”.
Così Francesco Paolucci, giornalista e videomaker aquilano, ricorda Mario Monicelli, il regista 95enne che ieri sera si è tolto la vita e che proprio una ventina di giorni fa, precisamente lo scorso 13 novembre, aveva incontrato in occasione di un’intervista sulla situazione del capoluogo abruzzese.
L’incontro nella sua casa nel rione romano Monti, dalle parti del Colosseo, “una casetta piccola, semplice, essenziale – ricorda Paolucci – Mi hanno colpito i Leoni d’oro per ‘La grande guerra’ e per la carriera messi sull’armadio, le locandine di film appese al muro, ma soprattutto la sua voglia di rilasciare un’intervista a uno sconosciuto, nonostante non stesse bene. Questo perché era sensibile a quello che è successo all’Aquila, e voleva dire la sua”.
E la sua l’ha detta, Monicelli, con l’incitamento a ricostruire la città. “Siete aquilani, porca miseria! Siete abruzzesi. E fatelo, no?”.
“Una frase – commenta Paolucci – che forse era rivolta non solo agli abruzzesi, ma a tutta gli italiani, per ricostruire da capo il paese, per mettere in atto quella rivoluzione di cui parlò anche nell’intervista a ‘Rai per una notte’”.
La notizia della morte di Monicelli, ieri sera, ha lasciato tutti di stucco. “Mi ha lasciato di stucco la notizia- conclude – Per me è stato un piacere conoscerlo e lo ringrazio per tutto, soprattutto per ‘Il marchese del Grillo’.






