CHIETI – La Cisl Funzione Pubblica regionale chiede alla Regione Abruzzo un incontro per il riordino delle Comunità Montane dopo che una legge le ha ridotte di numero.
“Prescindendo da un’analisi complessiva della situazione esistente e da quella venutasi a creare dopo la riforma delle Comunità Montane – affermano tra l’altro il segretario generale, Vincenzo Traniello, e quello organizzativo, Agostino Di Giovanni – la Cisl Fp ritiene che intanto vadano chiarite, dalla legislazione regionale, l’organizzazione, le funzioni istituzionali e quelle conferite o conferibili da altri Enti Locali; i trasferimenti regionali e quelli a carico degli Enti Locali che costituiscono le Comunità Montane”.
“Oltre all’approfondimento degli aspetti suddetti – continuano – per evitare che si creino nuovi e inutili centri di spesa e di delega politica che spesso non hanno trovato alcun positivo riscontro nelle popolazioni residenti sia per le funzioni svolte sia anche per un miglioramento della fruibilità dei servizi da parte dell’utenza, si vuole sollecitare una riflessione sull’argomento richiamando l’attenzione dovuta alla situazione dei lavoratori interessati che rischiano di pagare colpe che di certo non hanno. Si verifica che alcuni dipendenti di Comunità Montane di cui è prevista la chiusura non sappiano se e dove saranno riutilizzati; che i lavoratori delle Comunità Montane accorpate debbano cambiare di sede,spesso non ritrovando la funzione propria o il posto di lavoro”.
“È un fatto – concludono i due esponenti sindacali – che richiede una regolamentazione contrattuale l’eventuale necessità di cambio della sede attuale a nuove sedi lontane dalle precedenti con disagi e spese molto consistenti che non possono essere poste a carico dei lavoratori. La ricerca di sistemazioni meno traumatizzanti che coinvolgessero i comuni facenti parte delle Comunità Montane non sembra abbia dato risultati soddisfacenti”.





