L’AQUILA – Comincia oggi il processo nato dall’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sui presunti affitti gonfiati dei capannoni dove sono state ricollocate alcune facoltà dell’Università del capoluogo danneggiate dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Oltre all’ex rettore, Ferdinando Di Orio, alla sbarra ci saranno anche Filippo Del Vecchio, direttore amministrativo dell’epoca e oggi direttore generale di un’altra università, la D’Annunzio di Chieti, e Marcello Gallucci, legale rappresentante della società Gallucci Srl, titolare del capannone in passato sede della Optimes, fabbrica di cd fallita prima del sisma, dove attualmente si trovano ospitate le aule della ex facoltà di Ingegneria.
Secondo l’accusa, l’affitto annuo previsto nel contratto di 6 anni (rinnovabile di altri 6) è lievitato da 715 mila euro a 1,24 milioni (vale a dire da 6,48 euro al metro quadrato a 11,63 euro). Sempre secondo il pm, il contratto fu stipulato in assenza di un’attenta analisi di mercato da parte dell’ente per individuare la soluzione più conveniente e in mancanza di una stima dell’Agenzia del territorio.
Dalle indagini è emersa anche la circostanza dei lavori di adeguamento: ancora il pm Mancini ha sottolineato come ci sia stato un ulteriore vantaggio per la Gallucci Srl, e per la società appaltatrice Fiordigigli Sabatino & Figli Srl, con legale rappresentante Sabatino Fiordigigli, cognato di Gallucci, non indagato.
Indice puntato sull’importo “complessivo iniziale di 3,6 milioni più Iva, a cui ha fatto seguito il pagamento di complessivi 5.770.387,20 euro, somma superiore di oltre 1 milione 450 mila euro rispetto a quanto pattuito”.
Un aspetto significativo anche se non centrale del processo riguarda le parti civili. L’Ateneo, ritenuto parte lesa dal pm, ha deciso nei mesi scorsi, dopo una riunione del consiglio di amministrazione, di non costituirsi parte civile nel processo.
Particolare curioso è che a indicarlo sarebbe dovuto essere, in qualità di rettore dell’epoca, proprio Di Orio, che al tempo stesso, da imputato, è anche parte avversa in questo dibattimento.
La decisione ha suscitato polemiche, specialmente da parte degli oppositori della governance dell’ultimo decennio, che si aspettavano una svolta in tal senso dal nuovo rettore subentrato a Di Orio, Paola Inverardi.
Ma quest’ultima, che ha chiesto pareri legali anche all’Avvocatura dello Stato, dove il predecessore ha molte conoscenze, ha voluto mantenere un atteggiamento garantista e quindi anche oggi, l’ultima chance per farlo, la costituzione non ci sarà.






