CHIETI – Il tribunale di Chieti respinge il reclamo del policlinico Santa Maria De Criptis contro la decadenza dall’aggiudicazione dell’asta per la vendita della clinica Villa Pini. La clinica privata resta, dunque, nelle mani della cordata Pierangeli-Petruzzi-Spatocco-Di Lorenzo. 

Il collegio giudicante, composto dal presidente Camillo Romandini e da Federico Ria e Lucio Luciotti, ha ascoltato le ragioni del reclamante due giorni fa e nel primo pomeriggio di oggi ha depositato il parere in merito.

Il policlinico Santa Maria De Criptis (gruppo presieduto da Antonio Di Ianni che fa capo all’imprenditore Carmine De Nicola) si era aggiudicato l’asta del 20 giugno scorso con la migliore offerta di 31 milioni e 50 mila euro.

Al momento del pagamento della somma, però, il 30 luglio scorso, non si era presentato, chiedendo uno slittamento dei termini previsti e adducendo una serie di ragioni riproposte nel reclamo.

Il giudice per il fallimento Nicola Valletta però, non ha accettato le richieste e ha emesso il provvedimento di decadenza dall’aggiudicazione. Contro questo provvedimento il Santa Maria De Criptis ha fatto reclamo senza veder accettate le proprie ragioni.

Il reclamo è stato fondato su tre punti. Il primo riguarda la posizione dei lavoratori: si lamenta di non aver avuto gli elenchi esatti dei dipendenti in modo da poter operare le assunzioni. Il secondo riguarda l’impossibilità di realizzare compiutamente l’inventario nei termini previsti. Il terzo, l’impossibilità di controllare il cronoprogramma dei lavori che la curatela doveva effettuare.

Gli avvocati della curatela, Remo Di Giacomo e Carlo Fimiani, hanno eccepito che, per quanto riguarda gli elenchi, la loro richiesta è avvenuta in maniera tardiva rispetto all’incontro sindacale in cui si è deciso il numero dei lavoratori da riassumere. Anche per l’inventario si è parlato di ritardi della società e per quanto riguarda i lavori è stato assicurato che il cronoprogramma poteva essere consultato nel data room della curatela.

Il collegio giudicante ha ritenuto che la curatela avesse agito correttamente, confermando dunque i provvedimenti del giudice Valletta e condannando il Santa Maria De Criptis al pagamento delle spese legali per una somma di 13.500 euro.

A febbraio, però, si sede ancora discutere davanti al tribunale un altro ricorso del Santa Maria De Criptis, tecnicamente una “domanda di esecuzione in forma specifica”, che, però, alla luce di come è andato il pronunciamento su questo reclamo, non dovrebbe riservare troppe sorprese.