L’AQUILA – Brutta tegola sui 33 precari del Centro per l’impiego della Provincia dell’Aquila.

Ieri, giovedì 19 settembre, è scaduto il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti in Senato al decreto legge di riforma delle assunzioni nella pubblica amministrazione che avrebbe rappresentato, per gli ormai decennali precari del Cpi aquilano, “una concreta possibilità di essere finalmente stabilizzati” e adesso si sentono “traditi”.

“La famosa ‘finestra’ tanto auspicata dal presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo – riferiscono i precari – finalmente si era aperta, ma evidentemente impegni superiori hanno fatto sì che anche questa volta la soluzione al precariato del Centro per l’impiego venisse dimenticata”.

“Forse c’è una mancanza di interesse nei confronti della nostra ‘vecchia’ situazione”, commentano con amarezza.

Secondo i precari, dati ufficiali alla mano, “una più che ghiotta occasione per essere traghettati verso l’assunzione a tempo indeterminato, dopo anni di lotte e di rinvii, poteva essere sfruttata e non lo si è fatto”.

Il fulmine a ciel sereno è arrivato proprio dal Senato: la scadenza ultima per presentare in commissione l’emendamento era infatti prevista entro le 12 di ieri.

Una notizia che ha quasi mandato in frantumi le già residue speranze dei lavoratori aquilani, oltretutto giunta a destinazione su sollecito degli stessi precari che, non casualmente, hanno contattato gli uffici di palazzo Madama perché esausti, in un periodo decisivo per il loro futuro, chiedendo informazioni.

“Da parte nostra – concludono i precari – chiediamo un impegno concreto affinché si metta la parola fine a questa storia. La possibilità di programmare le assunzioni nel triennio 2013-2015 c’è, la stabilizzazione non è un tabù, ma un diritto. In un territorio come quello aquilano, già segnato da una forte disoccupazione, c’è bisogno di azioni altrettanto forti. Noi vogliamo avere un futuro, non chiediamo altro”.

Nei giorni scorsi si erano moltiplicati gli incontri con rappresentanti politici locali, tra cui la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, i dirigenti della Provincia e i sindacati, ma la soluzione tanto auspicata si è arenata davanti ai ritardi e alle disattenzioni degli attori istituzionali che avrebbero potuto dare un segnale che non è arrivato.

I 33 precari fanno parte di una pattuglia originariamente più nutrita, assunta attraverso una selezione per colloquio. In seguito hanno sostenuto un primo concorso, nel 2008, per il passaggio dal contratto da collaboratori a uno a tempo determinato e un secondo, nel 2010, per entrare in pianta stabile in organico, ma da allora la graduatoria non è mai stata utilizzata.