PESCARA – La vera piadina romagnola è sbarcata in Abruzzo e il suo inconfondibile sapore si sta velocemente espandendo tra tutte le province.
“Una piadina così non l’avete provata mai” è lo slogan dei coraggiosi Nada Semprini e Angelo Di Giampaolo, lei riminese, lui della provincia di Pescara, Montesilvano, che insieme hanno aperto La Romagnola, originale piadineria.
Inaugurata il 14 dicembre dell’anno scorso, la loro attività non ha avuto un giorno di tregua, vendendo fino a 200 piadine farcite al giorno, senza contare quelle distribuite per le gastronomie locali e una panineria a Lanciano (Chieti).
Come succede nella maggior parte dei casi, la loro attività è nata quasi per gioco “non lo sappiamo neanche noi. Nada, la mia compagna è di Rimini – racconta Angelo ad AbruzzoWeb – e spesso con gli amici facevamo le cene in taverna, preparando piada e cassoni. E tutti quelli che li assaggiavano ci dicevano che era talmente buona che avremmo potuto aprire un’attività commerciale. E noi l’abbiamo fatto”.
“Inizialmente ci siamo consultati molto, presi i contatti con la Asl, abbiamo seguito al dettaglio tutto quello che ci dicevano di fare – spiega il titolare – e piano piano ci siamo procurati quello che serviva per realizzare la struttura. Abbiamo trovato il locale in un punto strategico di Montesilvano, l’ex Monti, una fabbrica dismessa, e il 14 dicembre dello scorso anno abbiamo inaugurato!”.
La loro carta vincente “è l’originalità – assicura Angelo – sono pochissime le piadinerie artigianali con una reale produzione all’interno, anzi, posso affermare che in Abruzzo non esistono”.
“La piadina che si mangia nella nostra regione è molto più pesante di quella vera, usano lo strutto che, sì, dà sapore, ma la rende anche molto più grassa e difficile da digerire – è l’obiezione – Noi usiamo l’olio extra vergine di oliva, la farina e l’acqua, la ricetta è segreta ma è veramente molto semplice e il risultato è ottimo, tanto che questa ‘variante’ si sta diffondendo velocemente anche in Romagna, dove ormai sono in pochi a mangiare quella con lo strutto”.
“Mi occupo io dell’impasto e seguo la ricetta che mi ha insegnato mia nonna – racconta Nada, compagna di Angelo nella vita e sul lavoro – È tutto molto semplice, non c’è bisogno di svegliarsi all’alba come nel caso del pane o della pizza, l’impasto della piada è pronto in mezz’ora”.
“Ormai hanno tutti problemi di ‘linea’ – sottolinea poi – E nonostante la ricetta antica sia con lo strutto, ormai non la produce quasi più nessuno. Una fetta di clienti è vegetariana, un’altra sta a dieta, e un’altra ancora è musulmana, quindi abbiamo deciso di scegliere l’opzione ‘lite’ che piace molto e riscuote un gran successo”.
Anche la scelta delle materie prime ha la sua importanza “All’inizio della nostra attività abbiamo fatto una selezione tra le farine e abbiamo scelto quella che, secondo noi, si adattava meglio al prodotto che volevano – illustra Angelo – Produciamo circa 400 pezzi al giorno e arriviamo fino a mille nel week end, dobbiamo affidarci alla qualità. Dalla Granarolo, poi, prendiamo lo squacquerone”, il celebre formaggio cremoso romagnolo.
Il successo è stato talmente grande che La Romagnola è diventato ben presto un marchio registrato e oltre al punto vendita di Montesilvano, i due attivi titolari a settembre ne inaugureranno un altro in via Pindaro, a Pescara, e stanno cercando un terzo locale a Chieti Scalo. Inoltre, “cerchiamo personale da qualificare e inviare nei nuovi negozi”.
Ma non bisogna pensare che Angelo e Nada non tengano conto del territorio in cui si trovano, e nel loro negozio hanno anche una piadina abruzzese, “con la porchetta, che è la morte sua!”.



