L’AQUILA – La gastronomia abruzzese e il suo legame con l’antica tradizione della transumanza sono state al centro del X Forum dell’informazione Cattolica per la salvaguardia del creato, organizzato a fine a giugno nella città di Trento.
Ambasciatore della tradizione aquilana in terra altoatesina è stato Stefano Cardelli, proprietario della residenza turistico alberghiera “La Posta”, nel comune di Poggio Picenze (L’Aquila) che è intervenuto nel corso del convegno riguardante i diversi modi di concepire il rapporto tra montagna e comunicazione.
“È stata una bellissima esperienza – racconta – Appena arrivato mi sono chiesto cosa potesse entrarci una persona che si interessa di gastronomia in un convegno in cui la chiesa si interroga su argomenti come ecosostenibilità, biodiversità e ogm, ma poi sono stato addirittura invitato ad allungare il mio intervento come relatore sull’Abruzzo. Erano tutti molto interessati alla nostra tradizione”.
Da anni nell’ambiente della ristorazione, Cardelli ha portato la sua esperienza fuori dei confini abruzzesi per parlare dell’inestricabile nesso che unisce la gastronomia locale con le antiche origini della transumanza abruzzese.
“Ho parlato a lungo della nostra cucina e dei piatti poveri della nostra tradizione che fanno la differenza e contribuiscono in modo decisivo allo sviluppo turistico di borghi antichi come Santo Stefano di Sessanio – ha proseguito – Le persone che vengono in vacanze in Abruzzo cercano la pace e la tranquillità e una cucina genuina”.
Il futuro del turismo regionale deve essere “ecosostenibile e deve rispettare la naturale inclinazione di una terra alla semplicità e alla genuinità – conclude Cardelli – altrimenti si rischia di avvicinarsi a un turismo di massa stile Rimini che non valorizzerebbe più le peculiarità della zona”.
Durante il suo intervento Cardelli proietterà un filmato realizzato da Peter Naghusesc girato a Campo Imperatore e nel centro storico della città dell’Aquila.



