L’AQUILA – Tanta attesa, ma dalla notte scorsa sono finalmente ‘scoppiati’ i saldi e da questa mattina a partire dalle 9 i negozi di tutto l’Abruzzo hanno alzato le serrande per presentare su pareti e vetrine i tanto agognati ribassi, dopo parecchio tempo di merce rimasta invenduta causa mancanza di ‘dindini’ in tasca.

In un periodo di crisi come quello che stanno attraversando gli italiani, sconti su capi d’abbigliamento e oggettistica sono sicuramente una boccata d’aria per permettere a chi più e a chi meno di aprire il portafoglio senza troppi mal di pancia.

Anche le associazioni di categoria abruzzesi si stanno dando da fare per aumentare il flusso di persone a passeggio per lo shopping, proponendo iniziative che spingono all’acquisto, ma nessuno vuole creare false aspettative.

“Ci aspettiamo di vendere qualcosa, soprattutto la merce che in questo periodo è stata invenduta – dichiara ad AbruzzoWeb Angelo Allegrino, presidente Confcommercio Chieti – la gente non ha disponibilità economica e non ha fatto acquisti per tutto l’anno”.

“In alcune città, per incentivare le vendite – conclude – stiamo organizzando le notti bianche”.

Sono proprio queste, infatti, a permettere agli esercenti di mantenere i negozi aperti così da invogliare più e meno giovani a stare in giro anche nelle ore notturne per acquistare qualcosa.

“Le ‘notti di avvio saldi’ e le notti bianche rappresentano per i commercianti un incentivo a far rimanere i cittadini sul territorio e ad acquistare nei centri urbani – spiega Bruno Santori, presidente Confesercenti Abruzzo – Da questo fine settimana, fino ad agosto di eventi simili ce ne saranno molti”.

Santori ha anche proposto parcheggi gratis per invogliare tutti a rimanere in città, “e se le risorse economiche si spendono nelle piccole distribuzioni, rimettono in moto l’economia locale”.

Il periodo dal quale è uscita la nostra regione è stato ‘freddo’ non solo dal punto di vista climatico, visto che è stato registrato un calo del 20 per cento delle vendite, come spiega il presidente Confesercenti Abruzzo, “soprattutto per il commercio al dettaglio legato all’abbigliamento e alla pelletteria”.

“Stimiamo che per gli esercenti, il periodo saldi varrà il 30 per cento del fatturato medio annuo e non ci sarà una spesa superiore ai 100 euro a persona – precisa Santori – purtroppo è una flessione negativa del 10 per cento”.

In un quadro già poco florido, spicca la situazione infelice dell’Aquila, “dove c’è il rischio che si inneschi una guerra tra poveri: le famiglie hanno meno risorse da spendere e si concentrano nelle grandi distribuzioni che poi che reinvestono fuori dalla regione e spesso anche fuori l’Italia”, conclude Santori.
 
Anche il direttore Confcommercio Pescara, Walter Recinella, non vede una situazione rosea per le casse degli esercenti costieri.

“Non voglio fare allarmismo o essere negativo – commenta – ma le previsioni a livello nazionale non sono le migliori”.
 
Riguardo le notti bianche, conclude Rencinella, “non penso che possano cambiare la condizione già difficile, sono solo un modo molto blando per far vedere che qualcosa si muove, ma il problema è che le persone non girano, non spendono e l’economia è paralizzata”.

COME ACQUISTARE IN SICUREZZA

Nel mare magnum di merce che sarà disponibile tra gli scaffali, c’è sempre il rischio di incorrere nella tanto temuta ‘fregatura’.

Donatella Sarra, presidente Federconsumatori L’Aquila, dà ai lettori di AbruzzoWeb qualche dritta su come muoversi per evitare problemi.

“In periodo di saldi si deve sempre tenere presente che questi devono essere pubblicizzati e ben visibili, con la presenza di cartelli e cartellini che espongono il prezzo iniziale, il prezzo finale e la percentuale di sconto”, spiega la Sarra.

Riguardo l’acquisto sbagliato e la conseguente volontà di cambiarlo, “i commercianti sono sempre tenuti a dire quanto tempo dopo si può cambiare la merce, oppure, se non è previsto, a causa di mancanza di capi”.

Per evitare un incauto acquisto, l’acquirente deve provare bene i capi scelti e il negoziante deve permettere a tutti di provarlo, così come sono obbligati durante tutto l’anno quando i prezzi sono a regime.

“Nel caso in cui la merce comprata sia unica – conclude la Sarra – si deve chiedere al commerciante se è disponibile fare un buono dell’equivalente o a scambiarlo con un altro oggetto. Anche in caso di abbigliamento fallato, questo va denunciato subito”.

C’E’ CHI ANTICIPA I SALDI, MA LA LEGGE LO VIETA

Ad aggravare la situazione già tragica dei commercianti, secondo il presidente Santori, è anche la concorrenza spietata degli outlet, “soprattutto quelli della zona costiera e Pescara-Chieti che hanno iniziato a pubblicizzare gli sconti durante i 30 giorni precedenti i saldi”.

“Noi come Confesercenti chiediamo sempre di posticipare le svendite e non anticiparle – commenta – quella delle grandi distribuzioni è una scelta nazionale che la legge regionale proibisce. Abbiamo denunciato l’accaduto alla stampa ma delle autorità competenti non è intervento nessuno”.

Problemi di concorrenza spietata si sono verificati anche nel capoluogo abruzzese, dove la settimana scorsa, per due giorni, la Polizia Municipale ha condotto controlli a tappeto nei centri commerciali l’Aquilone e Globo Center.

I negozi che hanno iniziato i saldi prima del previsto riceveranno sanzioni di un massimo di 3 mila euro.