L’AQUILA – Si complica il caso dei dirigenti esterni in servizio presso la Regione Abruzzo per cui il presidente della commissione di Vigilanza Gino Milano vuole andare in Corte dei Conti dopo la bocciatura già avvenuta ma mai presa in considerazione di una legge regionale in materia da parte della Corte Costituzionale.

Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb da fonti interne al Consiglio regionale, infatti, la norma che la Consulta ha bocciato era un tentativo di ampliare il numero dei dirigenti a termine con affidamento dell’incarico a funzionari interni di categoria D.

Tali incarichi si sommavano a quelli già previsti dalla legge 77/99 che, invece, sono già al massimo possibile, cioè il 20% dei direttori e il 10% dei dirigenti di ruolo che possono essere affidati, appunto, all’esterno purché in possesso di alcuni requisiti.

Carla Mannetti e Gianluca Caruso, i due contestati da Milano, sono due direttori esterni pari esattamente al 20% dei direttori previsti, cioè 10.

Il tentativo bocciato dalla Corte era, invece, quello di prevedere un ulteriore 10% da dare a funzionari interni che si sarebbero sommati alla percentuale già prevista. (alb.or.)