L’AQUILA – “Nessuno può addebitare alla Giunta in carica i lasciti ricevuti dai predenti governi regionali, ma è pur vero che, se un mandato elettorale è stato inequivocabile, esso è quello conferito dagli elettori abruzzesi nel dicembre 2008 al centrodestra: quello, cioè, di risanare i conti e rilanciare lo sviluppo economico e sociale del’Abruzzo”.
Lo afferma in una nota critica verso l’esecutivo di Gianni Chiodi Daniele Toto, parlamentare del Popolo della libertà dato in predicato di cambiare casacca, passando con i finiani in Futuro e libertà per l’Italia, e che per questo incontrerà a breve il premier Silvio Berlusconi, che vuole scongiurare ogni possibile regalo al rivale Gianfranco Fini.
In questa nota, però, Toto sembra fare già le prove generali per la parte di leader finiano regionale, ruolo che potrebbe ereditare qualora si arrivi alla rottura, in Abruzzo e a Roma, con Giampiero Catone.
“Finora, purtroppo – afferma Toto contro Chiodi – non sembra che gli obiettivi siano più vicini. Quello che tuona non è il ‘fuoco amico’, ma la realtà dei numeri, nella loro crudezza. Quando, ed è solo un esempio, nel settore sanitario, fonte di per sé, della gran parte dei guai domestici, si constata che la mobilità passiva, ossia il costo da sopportare per le cure fuori regione, dal 2007 al 2009 è aumentata da 110 a 132 milioni di euro, con un balzo del 20 per cento, è difficile non concludere che si tratta di ulteriori risorse sottratte al ‘sistema Abruzzo’. Saranno anche scempiaggini questi dati e, tuttavia, non c’è dubbio che inducono a forti riflessioni”.
“La sensazione – aggiunge Toto – è che, al di là, di dichiarazioni belle e rituali, manchi un piano strategico per l’Abruzzo che non può ridursi a prospettive imprenditoriali in Angola e a un accordo quadro col governo nazionale per lo stanziamento di fondi che, al momento, sono solo sulla carta. Il progetto è, anzitutto, un’idea di sviluppo e del percorso per conseguirlo, come è sempre stato, e l’Abruzzo, in passato, ha rappresentato un modello di strategia di sviluppo, com’è a tutti noto”.
“Già da molti mesi – accusa il parlamentare – segnali di difficoltà crescenti si sono susseguiti sempre più cospicui. È anche per questo che in un mio recente comunicato manifestavo l’urgenza e l’importanza di ripristinare subito l’integrità dell’apparato politico-istituzionale e di assicurare, con adeguati provvedimenti, la funzionalità e l’imparzialità degli apparati burocratico-istituzionali”.
Secondo Toto “non si tratta di ubbie personali, ma del funzionamento degli apparati pubblici e quello del governo regionale è il primo a dover essere pienamente ed efficientemente operativo, al di sopra di qualunque vicenda soggettiva, anche se fosse meritevole di ogni considerazione. Paradossale, piuttosto – sostiene – è apparsa l’opinione di chi, in improvvidi processi alle intenzioni, ha spiegato con la brama di poltrone le condotte altrui, stando, però, lui stesso assiso su un tale numero di “poltrone” che non solo occorre il pallottoliere per contarle, ma si fa fatica a comprenderne la funzionalità per i risultati che sono ancora da dimostrare. In parte”.
Una chiara stoccata, questa, allo stesso Chiodi, che oltre che governatore, ha le deleghe all’Ambiente, Rifiuti e Protezione civile, ereditate da Daniela Stati, ed è anche commissario delegato per la sanità e per la ricostruzione.
“Alla tentazione autoreferenziale e celebrativa – ammonisce Toto – si anteponga un costruttivo spirito di ascolto e di dialogo con i protagonisti dell’economia abruzzese, con le comunità, con i soggetti di riferimento della società abruzzese, rifuggendo, anche qui, da inusitate polemiche censorie verso chi, autorevolmente, può solo avere a cuore il bene delle genti”.
“Prevalga lo spirito dei ‘forti e gentili’ – conclude – che ha guadagnato decisivi traguardi all’Abruzzo, in passato e che deve ancora essere l’animo col quale andare incontro al futuro”.





