CHIETI – “Ha tentato di gettarsi dal balcone del terzo dopo aver strangolato la madre”.

A raccontarlo è il vicino di casa di Domiziano Di Domizio, il 51enne teatino che lunedì sera ha ucciso la madre, Arcangelina Silvestri, maestra in pensione di 83 anni.

Il signor Rolando, che vive nello condominio in via Scanno 2 a Chieti Scalo, stava portando a spasso il cane quando ha visto Di Domizio sul balcone, nell’intento di gettarsi nel vuoto, e dal basso gli ha urlato di fermarsi.

La voce del vicino ha fatto tornare in sé l’uomo, reo confesso, il tanto che è bastato perché uno dei due fratelli di Di Domizio potesse entrare in casa, affacciarsi sul balcone e impedire l’insano gesto. L’uomo è riuscito a entrare nell’appartamento grazie alla squadra dei vigili del fuoco che aveva aperto a forza la porta d’ingresso dell’appartamento.

L’omicida, con problemi problemi psichici, tanto che era in cura presso il Cim, il Centro di igiene mentale di Chieti, è poi stato trasportato in ospedale, dove ha reso una prima confessione a un medico. La confessione vera è arrivata più tardi nella notte, al termine dell’interrogatorio di polizia, assistito da un avvocato d’ufficio.

L’uomo, ex agente di commercio ora disoccupato, viveva con la madre e la sorella Rita, la prima a chiamare i vigili del fuoco perché non riusciva più a contattare la madre, né al telefono né al citofono di casa. Il padre è morto da anni, mentre gli altri due fratelli non vivono più da tempo nell’appartamento di via Scanno.

Domiziano Di Domizio era rimasto vittima di un incidente stradale a bordo della sua motocicletta che l’aveva lasciato zoppo. Sembra che da allora l’uomo non si sia più ripreso da punto di vista psicologico, ammalandosi di depressione.

La madre lo spronava a uscire, a cercare di avere una vita sociale più attiva e a smettere di fumare. I conoscenti la definiscono come una madre amorevole, soprattutto nei confronti di quel figlio in difficoltà. Ma lui pare abbia detto agli inquirenti di sentirsi considerato come un fallito da parte della donna. In effetti nel quartiere sembra che le liti in famiglia fossero frequenti.

Entro la giornata di oggi dovrebbe tenerdi l’autopsia disposta dal giudice, mentre nella mattina ci sarà il primo colloquio con il difensore scelto dalla famiglia, il noto avvocato del foro teatino Cristiano Sicari.

(Nella foto, il condominio dove Di Domizio viveva con la madre)