CHIETI – “La posta in gioco – sottolinea il presidente degli Industriali della provincia di Chieti – è la perdita di quasi un miliardo di euro di investimenti, fermi per blocco dell’iter autorizzativo, già stanziati per progetti cantierabili da parte delle società degli idrocarburi, e che possono generare da subito circa 1300 nuovi posti di lavoro oltre che la conservazione dell’occupazione esistente inevitabilmente destinata alla riduzione”.
A tutti i firmatari del documento anti-idrocarburi, Confindustria Chieti pone un quesito: “quale alternativa per queste cinquemila famiglie?”
“E – prosegue Primavera – quale futuro per le aziende del territorio e per il Porto di Ortona il cui volume di attività è fortemente legato al settore idrocarburi?”
Paolo Primavera ha infine annunciato che Confindustria Chieti, in nome e per conto delle Aziende Associate del settore, e in sintonia con Assomineraria, “l’organizzazione nazionale di Confindustria, propone di avviare un’azione mirata e completa di informazione e comunicazione sul tema degli idrocarburi oltre che di confronto con le parti interessate, che abbia un rigore scientifico ed economico per mettere sotto gli occhi del pubblico, con forza, i fattori effettivamente in gioco e indurre così azioni più mediate e meditate, in particolare da parte del fronte istituzionale”.






