L’AQUILA – Aula gremita di studenti e professori, alcuni dei quali addirittura seduti per terra pur di non perdersi un incontro importante come quello di oggi: l’ospite è Enrico Mentana, giunto all’Aquila per parlare dei problemi attuali dell’informazione e non solo.

Il luogo dell’incontro è l’aula magna della sede provvisoria della facoltà di Lettere e filosofia, un ex capannone industriale dove dall’ottobre del 2009 sono riprese le lezioni e che rappresenta l’unico centro culturale nel bel mezzo di un’area industriale che prima o poi dovrebbe ospitare anche la biblioteca “Tommasiana”.

“Non è così brutto qui, ho visto aule peggiori di questa”, ha esordito Mentana, attuale direttore del telegiornale La7, accolto tra gli applausi dopo la presentazione del preside della facoltà, Giannino Di Tommaso, che gli ha rivolto il suo “grazie per averci ridato il piacere di guardare un tg”.

Non ha voluto parlare di terremoto l’ex conduttore di “Matrix”, che ha spiegato: “Non ne vengo a parlare a voi, qui, non mi sembra giusto”, e ha poi definito l’informazione sul tema “a volte buona, a volte cattiva, sicuramente frammentaria”.

L’unico accenno al sisma Mentana lo ha fatto esortando gli studenti presenti in aula a non sentirsi “figli di un Dio minore per quello che è successo. Cercate di non assorbire troppo l’atmosfera ‘sfigata’ che avete attorno, oggigiorno si può studiare anche stando a casa, perché si hanno a disposizione tutti i mezzi necessari”.

Mentana ha poi parlato della situazione di grave crisi che attualmente vive il mercato dell’informazione, a cominciare dalla stampa quotidiana. “La carta stampata – ha detto – ha un limite tecnologico molto forte: le notizie che troviamo su un giornale che compriamo la mattina sono già vecchie nel momento stesso in cui le leggiamo. Oggi l’informazione corre in tempo reale su Internet, sui telefonini”.

Ha parlato di un mercato in forte difficoltà, in cui ci sono più giornalisti a disposizione di quanti effettivamente possano essere assunti. E di questo la colpa è, a detta sua, anche della “bella invenzione delle facoltà di giornalismo, che sfornano disoccupati che hanno già il tesserino dell’Ordine”.

Un avvertimento, dunque, agli aspiranti giornalisti. “Pensate  comunque – ha affermato – anche a un’alternativa. Non voglio dissuadervi, se la passione è forte, buttatevi e provateci. Il giornalismo non si impara, dovete essere curiosi, furbi, informatevi e cercate di capire tutto di tutto”.

Mentana ha poi concluso il suo intervento con una battuta ironica. “Non pensiate di diventare giornalisti solo per apparire in televisione. Per quello basta ammazzare il vicino di casa”. (e.m.)