L’AQUILA – “Il sindaco Cialente ora non deve essere lasciato solo”.
A sopresa il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ex commissario per la ricostruzione, si schiera con il primo cittadino nella sua protesta contro la mancata erogazione dei fondi da parte del governo, con la riconsegna della fascia al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la rimozione del tricolore dagli uffici comunali.
Al suo fianco c’è ora anche Chiodi. Una mossa inaspettata, visto che anche ieri come al solito da parte del sindaco non erano mancati attacchi all’ex commissario.
Nella suo intervento, Chiodi boccia il sistema ‘Barca’, con la “ricostruzione completamente affidata agli enti locali e in primis al Comune dell’Aquila”, bocciando quindi anche lo stesso Cialente, e dichiara che contatterà il premier Enrico Letta e il vicepremier Angelino Alfano “affinché si proceda celermente ad aprire un tavolo per la ricostruzione”.
Da notare che l’intervento di Chiodi è praticamente l’unico che commenti bene o male la mossa del sindaco. Tacciono i grandi oppositori locali, tacciono, soprattutto, i rappresentanti istituzionali chiamati in causa, il prefetto Francesco Alecci e il questore Giovanni Pinto.
Tacciono, infine, tutti i parlamentari abruzzesi, di centrodestra e centrosinistra, oltre che i due esponenti che l’Abruzzo ha nel governo.
L’INTERVENTO DI CHIODI
Il sindaco Cialente ora non deve essere lasciato solo. Sarebbe sin troppo facile evidenziare ciò che è stato fatto sino al 31 agosto 2012 e quello che invece non si è fatto da quella data a oggi. Ma ora non è il tempo delle polemiche. L’Abruzzo e il suo capoluogo non possono permettersi un anno di blocco della ricostruzione. Non possiamo sopportare che quella che potrebbe essere una occasione di rilancio e di sviluppo economico, venga trasformata in una terribile stasi.
È evidente il fallimento della idea di ricostruzione completamente affidata agli enti locali ed in primis al comune dell’Aquila. Ora è tempo che il nuovo governo si assuma le proprie responsabilità. E per ottenere ciò è necessaria finalmente unità istituzionale delle forze del territorio. Per questo da domani contatterò personalmente il premier Letta e il vicepremier Alfano affinché si proceda celermente ad aprire un tavolo per la ricostruzione dell’Aquila e degli altri comuni colpiti dal terremoto.
Il tavolo dovrà indicare in primis se ci sono le risorse già stanziate dal governo Berlusconi e deliberate dal Cipe lo scorso dicembre. In secondo luogo dovrà garantire un nuovo stanziamento che assicuri un flusso costante di risorse da destinare alla ricostruzione e allo sviluppo. Infine è necessario che si individui celermente un interlocutore governativo che, laddove necessario, abbia la forza di rappresentare le istanze del territorio, coordini le azioni da intraprendere e apporti i necessari correttivi ad un apparato che dallo scorso mese di settembre ha dimostrato tutti i suoi limiti”.



