PESCARA – L’ex assessore regionale all’ambiente Daniela Stati avrebbe subito pressioni per la realizzazione dell’inceneritore a Teramo e in una conversazione intercettata definisce i suoi referenti politici “una banda di delinquenti”.

Nell’ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Pescara Guido Campli a carico dell’assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni e dell’imprenditore Rodolfo Di Zio, si evidenzia che la Stati “vive con estremo disagio le decisioni che le vengono imposte”.

In una conversazione telefonica con il padre del 31 agosto 2009 l’ex assessore commenta infastidita le pressioni dei senatori Filippo Piccone e Paolo Tancredi. Per il gip la Stati ha “subito più che condiviso i ‘progetti di Di Zio’ soltanto perchè sponsorizzati, a livello più alto, principalmente dal senatore Di Stefano, ma anche dai senatori Tancredi e Piccone, (quest’ultimo, per interesse oltremodo personale nella vicenda)”.

“Per il gip la Stati ‘ tiene, e non può fare altro, il timone nella direzione voluta dal suo gruppo politico, cerca, tuttavia di non farsi risucchiare nei giochi sporchi’, i quali, (ne è consapevole) stanno avvenendo alle sue spalle’.

Al telefono con il senatore Di Stefano “e poi mi dovresti dire che devo fare sull’altro settore perche’ qualcuno presa in un modo, qualcuno presa in un altro”.

La Stati si lamenta anche con il presidente Gianni Chiodi: “se lui pensava di venire a fare gli affari, come più volte ha cercato di provare a fare, anche all’assessorato all’ambiente dove stanno i rifiuti, io devo fare il bene dell’Abruzzo!”.

Per il gip l’ex assessore vuole “riservarsi scelte autentiche persino emancipandosi dal padre. Vorrebbe fare l’assessore ma non può perchè il sistema non glielo consente”.

Rodolfo Valentino Di Zio ed il suo gruppo politico e di riferimento non glielo consentono. La lobby vede nella Stati “una pedina del proprio gioco”.