L’AQUILA – “Cialente deve dimettersi e il centrodestra deve rinnovare i propri vertici per proporsi come alternativa valida al centrosinistra ormai al capolinea”.
Bacchetta sia il centrodestra che il centrosinistra Luigi D’Eramo, in una conferenza stampa indetta per discutere sul futuro della politica aquilana, ormai “alla deriva in termini di amministrazione”.

LE DIMISSIONI DI BERNARDI E LA MAGGIORANZA ”APPESA A UN FILO”

Le dimissioni rassegnate ieri del consigliere comunale Giuseppe Bernardi sarebbero, secondo D’Eramo ,“l’ennesima prova del fallimento totale del sindaco e della maggioranza e della chiara situazione di ingovernabilità da parte del centrosinistra, che continuando a stare al potere mette a rischio la produzione amministrativa”.

Quella di cui parla il capogruppo della Destra sarebbe una maggioranza appesa a un filo, che sulla carta ha 20 consiglieri più il sindaco ma le cui sorti in realtà “sono nelle mani dei tre consiglieri comunali dell’Api (Alleanza per l’Italia, il movimento che fa riferimento a Francesco Rutelli)”.
“Le ennesime minacce di dimissioni – aggiunge – avvenute ieri fuori aula da parte di Cialente dimostrano un’altra volta che la maggioranza è arrivata al capolinea e non è più in grado di reggersi”.

Parla inoltre di “maggioranza assente” il capogruppo della Destra, riferendosi in particolar modo all’assessore Pierluigi Pezzopane “impegnato solo ad apparire in televisione” e all’assessore Ermanno Lisi “che non si vede più da mesi e il cui programma sulle opere pubbliche è ormai inefficace e obsoleto”.

”IL CENTRODESTRA SI RINNOVI OPPURE CORREREMO DA SOLI”

Non vanno meglio le cose nel centrodestra, che D’Eramo giudica “assente dal dibattito politico e dalle decisioni amministrative del consiglio comunale. Ne è una prova l’ultima approvazione del bilancio, in cui da 15 consiglieri ne rimasero solo 4 a svolgere il proprio lavoro. La minoranza in questo momento non è in grado di costituire una valida alternativa al centrosinistra e quindi deve rinnovare la propria dirigenza”.

“Occorre inoltre – aggiunge – che il centrodestra si riunisca per offrire alla città un candidato sindaco alternativo e per tracciare una linea programmatica che risollevi una città ormai in ginocchio”.

Sul perché la minoranza non abbia presentato una mozione di sfiducia, D’Eramo si è detto “preoccupato non per la mancata firma degli esponenti del centrosinistra, ma di quelli del centrodestra che più volte si sono dimostrati ‘affascinati’ dalle briciole che cadevano dalla tavola cialentiana”.

“L’Aquila ha bisogno di una nuova classe politica – afferma – in grado di abbandonare i giochi della partitocrazia, e se il centrodestra persisterà in questa situazione stagnante, ci sentiremo liberi di affrontare la situazione da soli”.

NOMINE DEI CDA DELLE MUNICIPALIZZATE, PER D’ERAMO SOLO ”RITARDI E PERPLESSITA'”

Sulle le nomine dei consigli d’amministrazione delle aziende municipalizzate, D’Eramo si è soffermato sulle dichiarazioni di Bernardi riguardo i metodi con cui queste sarebbero state realizzate.

“Bernardi ha parlato di metodo ‘Cencelli’, si vocifera addirittura che sarebbe stato applicato un algoritmo matematico per la spartizione nel rispetto dei pesi della maggioranza. Forse hanno usato il sistema ‘gioiello’ utilizzato dalla Protezione civile nella realizzazione delle case antisismiche, che si è rivelato un completo fallimento e che si è rivelato tale anche per le nomine dei cda”.

Sui ritardi nelle nomine dei Cda delle municipalizzate, D’Eramo si è espresso nuovamente in maniera critica nei confronti del sindaco Cialente.
“Ha aspettato un anno e mezzo per queste nomine affermando di volerne alzare il livello qualitativo. Invece in nominati risultano per lo più sconosciuti o comunque abbiamo forti perplessità sulla qualità degli stessi”.

Il capogruppo de La Destra si è detto perplesso soprattutto riguardo la nomina a presidente dell’Asm di Luigi Fabiani. “Vorremmo capire se sia stato nominato per le sue indubbie capacità professionali oppure per l’attività politica svolta con i comitati cittadini. Vogliamo che la maggioranza ci dica chiaramente se sta tentando di inglobare i comitati cittadini nel suo schieramento”.

Come capogruppo della Destra, D’Eramo ha infine chiesto un nuovo piano del commercio, “in cui si pensi soprattutto ai piccoli commercianti che hanno perso  tutto nel terremoto del 6 aprile 2009 e non solo a concedere le licenze per i grandi centri commerciali,  e un nuovo piano regolatore, che metta ordine in una città che sembra un puzzle impazzito”.