L’AQUILA – “Dopo dopo un terremoto che ha fatto riemergere delle criticità sommerse, c’é da chiedersi se valga ancora la pena di parlare ancora di Perdonanza”.
Lo afferma il responsabile del Movimento Celestiniano, Paolo Giorgi, alla luce delle emergenze sociali del territorio acuite dal sisma.
“Aumenta a dismisura – spiega Giorgi – il divario tra le categorie forti, sia civili che religiose, e chi non riesce neanche a presentare domanda di rimborso. Molti senza tetto devono dormire ancora nelle macchine o sotto i ponti. Per mesi i disabili gravi non sono potuti tornare in città perché dicevano che non c’era posto per loro in albergo, e intanto due sono morti sulla costa e uno è ridotto in fin di vita”.
Giorgi fa riferimento agli ospiti della casa famiglia di Villa Rosa, a Collemaggio, ancora inagibile. In questo, il Movimento Celestiniano critica la “campagna di denigrazione compiuta ai danni dell’unica realizzazione di tipo sociale sorta grazie alla Protezione Civile, la Mensa di Celestino.
“Si tenta di far passare – puntualizza – che il progetto nasconda interessi economici sulle aree da destinare, quando invece le attività della mensa sono punto luce di speranza per una buona ricostruzione delle coscienze”.



