L’AQUILA – Basile querela AbruzzoWeb, un amministratore di condominio si dimette dall’Anaci, altri prendono le distanze ed è bufera nella categoria.

L’offensiva del presidente dell’Associazione amministratori di condomini della provincia dell’Aquila (Anaci), Mauro Basile, contro AbruzzoWeb è ufficiale: la minaccia di querela lanciata nei giorni scorsi si è trasformata in querela, anche se non abbiamo ancora ricevuto la comunicazione e quindi le motivazioni.

La verità è che Basile ha sporto querela perché AbruzzoWeb ha avuto l’ardire di portare avanti un’inchiesta giornalistica sull’affaire della ricostruzione delle abitazioni private più danneggiate, caratterizzata da appalti privati poco trasparenti e fuori controllo.

Un fenomeno denunciato da cittadini e imprese alla Procura della Repubblica dell’Aquila. Una situazione pericolosa, che sta mettendo a rischio la buona riuscita degli interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza delle case classificate E.

Secondo AbruzzoWeb, l’assenza di regole e protagonisti senza scrupoli hanno alimentato un fenomeno che ha portato ad assegnazioni di incarichi di ricostruzioni milionarie con procedimenti discutibili ad aziende sulla carta non all’altezza.

Un rischio per i condòmini del “cratere”, che invece più di tutti avrebbero diritto a essere tutelati e ad avere garanzie, vista la situazione di disagio dopo il sisma del 6 aprile 2009.

In questa dinamica viziosa non sono estranei i protagonisti della filiera: i progettisti, le stesse imprese, ma soprattutto i rappresentanti di condominio che hanno un ruolo centrale, nonostante il signor Basile dica il contrario.

Ma, dicevamo in apertura, l’offensiva contro AbruzzoWeb è costata cara al buon Basile: due amministratori di condominio, Massimiliano Aniballi e Tiziana Frammolini, con una nota alla nostra redazione, hanno preso le distanze dalla decisione di Basile per non essere stati messi al corrente in maniera dettagliata dell’iniziativa legata al comunicato stampa inviato dal loro collega ai giornali che stavano attaccando gli amministratori di condominio.

Aniballi e la Frammolini, rappresentanti dell’Acr, sono tra i sei firmatari della nota contro la stampa a difesa della categoria. Ma c’è di più: Aniballi ha rassegnato le dimissioni irrevocabili da socio dell’Anaci dell’Aquila con una lettera dal carattere non proprio amichevole (nei confronti di Basile) inviata allo stesso Basile, ad altri amministratori e all’Anaci nazionale.

La Frammolini non ha fatto la stessa cosa semplicemente perché non iscritta all’Anaci.

Dagli sviluppi di questa vicenda emergono elementi interessanti: Basile non è il presidente dell’Associazione amministratori di condominio, come lui ha dichiarato ad AbruzzoWeb: come sottolineato da Aniballi, l’Anaci “è solo una delle associazioni di categoria che rappresenta gli amministratori di condominio che, a differenza di altri professionisti, non hanno un albo al quale sono iscritti, con una rappresentanza unica”. Cosa che Basile non ha specificato.

Una mancanza di chiarezza all’interno della categoria, che si aggiunge alla deregulation in corso sugli appalti privati.

“In effetti – spiega ancora Aniballi – Basile rappresenta solo sei o sette amministratori aquilani. È opportuno quindi precisare che, quando l’Anaci effettua una comunicazione a nome dei propri rappresentati, non comprende la società Acr, né i signori Tiziana Frammolini e Massimiliano Aniballi”.

La nota di Aniballi si conclude con un’affermazione significativa che lasciamo al commento dei lettori: “Dopo le precisazioni, anche a nome della società che rappresento, non posso che esprimere piacere nell’apprendere che la Procura della Repubblica vuole far luce su situazioni poco chiare, sia che queste riguardino gli amministratori, sia i tecnici che le imprese”.

“È giusto che – sostiene Aniballi – chi percepisce illeciti guadagni, alterando o forzando le libere scelte delle persone, paghi il suo reato. Tanto dovevo, solo per motivi di chiarezza e coerenza con il comportamento che, insieme a Tiziana, abbiamo tenuto fin dal giorno fatidico del terremoto”.

L’impressione è che Basile si sia sentito chiamato in ballo per questioni precise, (vedi i numerosi appalti privati aggiudicati con la ditta di costruzioni Mic e il progettista Paolo Petrella) e ha pensato di farsi scudo e difendersi coinvolgendo la categoria.

Ma a molti amministratori questo non è andato giù. E pensare che AbruzzoWeb non ha mai attaccato nessuno visto, che l’unico intento è stato ed è quello di dare un contributo per una ricostruzione efficace e trasparente.

Cosa che non sta avvenendo anche per l’assenza di controllo delle istituzioni e delle associazioni di categoria.

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