TERAMO – Continua a peggiorare il tempo medio dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.

Un’indagine rapida compiuta da Ance e Api su un campione di imprese ha evidenziato che, piuttosto che diminuire, aumentano i tempi per il pagamento delle imprese da parte degli enti a causa delle note difficoltà finanziarie e dei vincoli del Patto di stabilità.

“Il governo proclama interventi a favore delle imprese, ma nel contempo queste ultime finanziano lo Stato anticipando somme per l’esecuzione di opere pubbliche”, scrivono i presidenti di Ance Teramo, Armando Di Eleuterio, e API Edil Teramo, Luigi Savini.

“Abbiamo stilato una classifica degli Enti più inadempienti – proseguono i presidenti – ed è venuto fuori un quadro disarmante: il Ruzzo paga con ritardi che oscillano tra i 18 ed i 24 mesi; 12 mesi per numerosi comuni tra cui Teramo; la Provincia ha accumulato ritardi pari a 4 mesi; ma ora anche l’Anas, totalmente controllato dal Ministero del Tesoro e al di fuori delle regole del Patto di stabilità, è in ritardo di 6 mesi”.

“Mentre accade tutto ciò – si legge nella nota – le imprese debbono pagare correntemente stipendi, tasse e contributi per poter essere considerate regolari con il Durc, senza il quale è impossibile partecipare alle gare o acquisire commesse pubbliche e private”.

“Tale condizione non appartiene a un Paese di antiche tradizioni giuridiche come l’Italia. Lo ha affermato la Commissione tributaria del Lazio con la sentenza n. 158/2012 attraverso la quale è stato escluso il pagamento delle sanzioni per l’omesso versamento delle tasse per mancanza di colpevolezza del contribuente ‘stante l’esistenza di crediti non riscossi vantati dallo stesso nei confronto della pubblica amministrazione’”.

Sul fronte Anas il Consiglio dei ministri della scorsa settimana ha previsto 400 milioni di euro per pagare le imprese, stabilendo, infatti, che per far fronte a pagamenti per lavori e forniture già eseguiti, l’Anas può utilizzare in via transitoria e di anticipazione disponibilità finanziarie giacenti sul conto intestato alla stessa società.

“Ci auguriamo solo – continuano i due presidenti – che a differenza di quanto promesso a luglio, questa volta le somme siano reali e soprattutto che vengano rese immediatamente disponibili in favore delle imprese”.

Anche le ultime misure messe in campo dal governo anziché migliorare stanno peggiorando la situazione, “le nuove disposizioni sulla responsabilità solidale fiscale, ad esempio, stanno aggravando su tutto il territorio nazionale il blocco dei pagamenti degli appalti”.

“Forse chi ci governa – dichiarano i due presidenti – non ha ben chiaro il danno che tali ritardi stanno generando, le imprese stanno chiudendo per mancanza di liquidità”.

Le due associazioni proseguiranno congiuntamente nelle azioni di denuncia e tutela dei propri iscritti.