L’AQUILA – “Potremmo dire che a differenza dei moti degli anni ’70, a difesa del Capoluogo, abbiamo molti più sassi da lanciare visto che centinaia delle nostre abitazioni sono ridotte ad un mucchio di macerie. Ma non sarà questa la posizione che assumeremo perché non vogliamo scendere da un livello di confronto civile. Certo è che alcune provocazioni devono finire perché non abbiamo più intenzione di subire ulteriori affronti”.
Tocca all’assessore alle Politiche Sociali della Provincia dell’Aquila Luigi D’Eramo intervenire nella a dir poco gonfia di polemiche questione del riordino delle province in Abruzzo.
“Il Consiglio delle autonomie locali – scrive D’Eramo sulla sua pagina Facebook – ha assunto una decisione chiara e che rappresenta la giusta soluzione nell’applicazione delle nuove regole stabilite dal Governo ovvero l’accorpamento della Provincia di Teramo con quella dell’Aquila e quella di Pescara con Chieti. L’ipotesi di dare vita ad una sola provincia non renderebbe funzionale l’operatività amministrativa e paradossalmente potrebbe portare ad un aggravio della spesa pubblica”.
“In questo contesto – prosegue – ribadiamo la necessità di richiamare tutti gli attori della politica regionale a votare in Consiglio la risoluzione del Cal. Se invece il Consiglio Regionale volesse intraprendere la strada dell’istituzione di un’unica provincia sarebbe un dato scontato che il Capoluogo provinciale rimanga L’Aquila, non solo per storia ma soprattutto per un discorso di funzionalità in quanto già Capoluogo di Regione e dunque centro di tutti gli uffici”.
“Le imminenti scadenze elettorali – conclude l’assessore – non possono drogare un processo così importante e se qualche politico costiero spera di poter raggranellare voti in più con battaglie di sterile campanilismo commette un grande errore. Il consenso si ottiene producendo sana e trasparente amministrazione”.






