L’AQUILA – “Dopo quest’ultimo rinvio non ho più parole”. È sconsolata Lucia Catarinacci, madre di Luigi Cellini, una delle vittime del Convitto nazionale, all’uscita dall’aula A del Tribunale del capoluogo, dove questa mattina si è svolta una breve udienza preliminare.

La famiglia Cellini come le altre parti ha atteso lungamente l’avvio dell’udienza, che poi si è risolta in pochi minuti per un vizio di notifica, venendo rinviata al 27 ottobre. Procedure tecniche ineluttabili, ma difficili da accettare per una madre che aspetta giustizia.

“Non c’è veramente nulla da dire, speriamo solo che almeno qualcosa vada per il verso giusto”, ha aggiunto la donna prima di allontanarsi, accompagnata dall’avvocato Antonio Milo, legale di parte civile.

Non particolarmente dispiaciuto per il rinvio è apparso invece il Pubblico ministero, Fabio Picuti. “Un rinvio quasi opportuno – ha detto brevemente – almeno attendiamo il verdetto della Cassazione e non celebriamo un processo che potrebbe essere inutile”.

Se infatti sarà accolta l’istanza di rimessione presentata dai legali di uno degli indagata, il presidente del Convitto Livio Bearzi, il processo sarà spostato al Tribunale di Campobasso e il dibattimento dovrà ripartire dall’inizio.