L’AQUILA – L’Abruzzo si conferma nuovamente al centro di importanti crocevia per il traffico illecito dei rifiuti in Italia. A denunciare la drammatica situazione Legambiente
“Le intercettazioni si confermano arma preziosa contro i crimini – si legge in una nota dell’assiociazione ambientalista – Si chiede al mondo industriale una operazione trasparenza su smaltimento rifiuti e alla Regione Abruzzo, l’istituzione di una Commissione Speciale di Inchiesta”.
Le forze dell’ordine e la magistratura hanno sgominato ancora una volta un mega traffico di rifiuti speciali, un business da milioni di euro per un’organizzazione malavitosa ramificata in mezza Italia. “Vogliamo ribadire il ruolo fondamentale delle intercettazioni per effettuare questo tipo di indagine: contro le ecomafie sono un’arma preziosissima che sarebbe criminale spuntare».
Così Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, commenta l’operazione “Ragnatela” condotta dai carabinieri del Noe di Ancona e coordinata dalla procura di Napoli, che ha sgominato un’organizzazione criminale con base nelle Marche e diramazioni in Campania, Lombardia, Puglia, Abruzzo, Lazio e Sicilia.
“A pochi giorni dal coinvolgimento di Guido Gostoli della Gea Consulting di Sambuceto a San Giovanni Teatino (Ch) – sottolinea Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – che, secondo gli investigatori, organizzava carichi illeciti di rifiuti, l’Abruzzo continua ad essere al centro di importanti crocevia per il traffico illecito dei rifiuti in Italia, con il coinvolgimento di Francesco Maio e Maurizio Campitelli di Lanciano”.






