MADRID – Blindata con un imponente spiegamento di poliziotti in assetto antisommossa la sede del Parlamento spagnolo, per la protesta contro i tagli imposti dal governo, che culminerà con l’assedio simbolico della Camera, per chiedere le dimissioni del governo di Mariano Rajoy e l’inizio di un processo costituente.

Dalle prime ore del mattino, i manifestanti, convocati dal Coordinamento 25-S e dalla piattaforma ‘En Pie!’ (in Piedi), provenienti da varie citta’ della Spagna, stanno affluendo ai punti di raduno nella Capitale, in Plaza de Espaa e alla Stazione di Atocha. Al grido di ‘Rodea el Congreso’ (Circonda il Parlamento), attivisti di partiti di sinistra e sindacalisti delusi, indignados di una parte del Movimento 15-M, lavoratori del settore pubblico colpito dai tagli, universitari, intellettuali, gente comune impoverita dalla crisi, tenteranno di realizzare alle 18.00 un cordone intorno alla Camera Bassa, durante la seduta plenaria dei deputati, per “salvare” simbolicamente la sede della sovranita’ popolare dal “sequesto compiuto dalla Troika e dai mercati finanziari, realizzato in collaborazione con la maggioranza dei partiti politici”.

Da ieri sera, un dispositivo di sicurezza, nel quale sono impegnati 1.350 agenti in assetto antisommossa, protegge il Parlamento, nella Carrera San Jeronimo, e le strade adiacenti, isolate da alte reti metalliche. Per accedere i passanti sono costretti a identificarsi e, in alcuni casi, a lasciarsi perquisire. Le forze di sicurezza hanno stabilito vari filtri per evitare l’arrivo delle marce di protesta, che partiranno alle 18.00 dalle centrali Puerta del Sol e dalle Piazze Neptuno e Cibeles, dirette al Parlamento.

La Carrera de San Jeronimo è stata teatro di numerose proteste, durante l’estate, per le misure di austerità e i tagli decisi nelle varie manovre varate dal governo, come la soppressione delle tredicesime per i dipendenti pubblici o l’aumento dell’Iva, per ridurre il deficit e centrare l’obiettivo di stabilita’ fissato al 6,3 per cento per quest’anno e al 4,5 per cento nel 2013. Nel Consiglio dei ministri, anticipato a giovedì, l’esecutivo del Partito Popolar approverà il bilancio di previsione per il 2013, che prevede l’ulteriore taglio di 40 miliardi di spesa. Sono già un centinaio i collettivi che hanno appoggiato la manifestazione e quasi 50.000 persone che hanno confermato l’adesione nel profilo creato dal Coordinamento su Facebook nei mesi scorsi.

Gli stessi deputati hanno ricevuto negli ultimi giorni decine di messaggi nei propri profili sui social network, che li invitano a “disoccupare” la Camera Bassa nella giornata odierna. Otto attivisti che partecipavano a un’assemblea di preparazione della mobilitazione, sono stati fermati venerdì e denunciati per un reato “contro alti organismi della nazione”, punibile fino a un anno di carcere.

La delegata del governo a Madrid, Cristina Cifuentes, ha avvertito che non sara’ consentito in nessun modo di circondare il Parlamento, perché “sarebbe un reato”, anche se ha autorizzato vari raduni e marce, oltre a una ‘assemblea generale’, ma distante della Camera Bassa.

Da parte sua, il presidente del Parlamento, Jesus Posada, si e’ detto fiducioso che il lavoro dei deputati possa svolgersi “con normalita’” ed ha ricordato ai manifestanti che il Parlamento “è inviolabile” e le sue deliberazioni “non possono essere interrotte o subire pressioni esterne”.

fonte Ansamed