L’AQUILA – “Non ho idea di che cosa si tratti”. Così il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale abruzzese, Camillo D’Alessandro (nella foto), commenta i passaggi delle intercettazioni in cui uno delle persone coinvolte nell’inchiesta della procura di Napoli sulla gestione dei grandi appalti Anas, dice di conoscerlo.

“Non riuscirei neppure ad associare un volto a un cognome, dunque sono serenissimo – continua con voce tranquilla l’esponente del Pd – È una vicenda che non mi tocca assolutamente”.

Il capogruppo si ferma qui con il suo commento. Secondo quanto diffuso dall’Ansa, dagli ambienti del centrosinistra abruzzese si fa notare che “il personaggio in questione, parlando di D’Alessandro afferma di conoscerlo, di essere talmente amico che poi sbaglia il cognome”.

Dagli stessi ambienti si sottolinea anche che, se ci fossero stati coinvolgimenti nell’inchiesta, D’Alessandro avrebbe ricevuto un avviso di garanzia.

L’inchiesta è partita su richiesta dei Pm della Procura di Napoli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio: sono state emesse cinque ordinanze di custodia cautelare a carico di due ex dirigenti e tre imprenditori. L’accusa è che pilotassero l’affidamento dei lavori di manutenzione di carrozze e locomotori. Uno degli arrestati chiama in causa anche l’arcivescovo di Napoli.

LE INTERCETTAZIONI: ”CAMILLO E’ UN PERSONAGGIO”

L’AQUILA – A vantare contatti con un esponente regionale del Partito democratico, come emerge dall’ordinanza del Gip, è uno degli imprenditori arrestati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti ferroviari, Antonio De Luca, al telefono con suo fratello Giovanni, anche lui coinvolto.

De Luca spiega di aver conosciuto un esponente regionale del Pd in Abruzzo, di nome Camillo. “Sicuro che è diventato proprio amico mio – dice Antonio – È italiano, è onorevole”, aggiunge. Poi più in là descrive il suo rapporto con lui: “Siamo due fratelli, è un onorevole regionale dell’Aquila… E Mirone è andato in paradiso per sbaglio… che va in giro per il mondo a fare società per… il Pd”.

Giovanni De Luca aggiunge: “È un brokeraggio…”. “Bravo, bravo”, risponde Antonio. E poco oltre dice, parlando sempre di Mirone: “Ma proprio due fratelli, è rientrato in Italia la prima cosa che ha fatto mi ha chiamato , Toni sono Camillo e… ué Cami… e.. è un personaggio”.

“Comunque Gianni – conclude Antonio, rivolgendosi a suo fratello – il contatto è buono, ieri sera andammo a cena dall’ambasciatore e…”.