PESCARA – Fiom Cgil in piazza, oggi, a Pescara, per manifestare in relazione a tre diverse vertenze e chiedere risposte anche alle istituzioni e alla politica che “qui non decide”, hanno detto i vertici provinciali e regionali del sindacato, Luigi Marinucci e Nicola Di Matteo.
I casi di cui ha parlato la Fiom sono quelli della Itacables di Cepagatti, della Icie di Loreto Aprutino e di Provincia e Ambiente.
Per la Italcables i 36 addetti (in cassa integrazione) non riescono a capire il perché della decisione di interrompere la produzione considerato che ci sono produttività e reddito, né si spiegano perché si vuole portare tutto nel napoletano, dove questi requisiti non vengono garantiti.
Per la Fiom Cgil uno dei motivi è “la mancanza di infrastrutture adeguate in Abruzzo”, ad esempio i porti di Pescara e Ortona, e per questo il sindacato se la prende con le istituzioni.
In merito alla Icie, ex Abb, i lavoratori sono fuori dall’azienda da gennaio pur essendo ancora assunti (ma senza stipendio e senza produrre).
L’obiettivo è quello di rientrare ma non vogliono più parlare con i vertici e chiedono alla Abb di “scendere nuovamente in campo”.
Problemi anche per i 15 addetti in cassa integrazione della società Provincia e Ambiente spa che chiedono “da sei mesi alla Provincia e al Cda di essere convocati” per sapere cosa ne sarà di loro considerato che a dicembre scadrà la convenzione sulla verifica degli impianti termici e non è stata ancora rinnovata né sono state assunte decisioni su altre attività che questa società potrebbe svolgere.
“L’Abruzzo è peggio della Sardegna – ha detto Di Matteo parlando della gravità della situazione esistente su questo territorio – ma le nostre vertenze non sono ancora arrivare a Roma”.
Ha anche annunciato la volontà del sindacato di “riunificare le vertenze e organizzare una iniziativa con Landini in Abruzzo”.



