SULMONA – “La migliore garanzia per la popolazione coinvolta nella realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione è che la Snam rinunci al progetto e presenti serie alternative di tracciato così come prevede la legge”.
Lo afferma il comitato Cittadini per l’ambiente di Sulmona (L’Aquila), dopo che la Snam è tornata alla carica per la realizzazione dell’opera.
“La società dell’Eni – attaccano – spieghi, in modo dettagliato, per quali motivi un metanodotto denominato ‘Rete Adriatica’ e progettato come raddoppio di quello che già esiste lungo la fascia costiera, dovrebbe invece passare lungo la dorsale Appenninica e cioé proprio dove le criticità di ordine sismico, ambientale e idrogeologico sono più elevate”.
Secondo il comitato, non si comprende perché territori a forte rischio, e già colpiti da eventi disastrosi, anziché vedere applicato il principio di precauzione, dovrebbero essere gravati da nuovi pericoli, soprattutto quando esistono valide alternative.
“È inoltre paradossale – continua la nota – che la Snam parli di ‘sostenibilità’ per un progetto che invece produrrà danni ingenti al patrimonio ambientale e agli habitat naturali, visto che il tracciato del metanodotto insiste proprio lungo il corridoio appenninico del progetto Appennino Parco d’Europa (Ape), le cui finalità strategiche sono la tutela della biodiversità e la promozione di politiche di eco-sviluppo.
E in attesa dell’intervento della Commissione Europea sul ricorso per la mancata applicazione della procedura di valutazione ambientale strategica e del procedimento unico di valutazione di impatto ambientale, il comitato conclude auspicando che “anche la Regione Abruzzo dica no a un progetto fortemente pericoloso e dannoso”.





