L’AQUILA – “Un’altra tappa importante, una prova di grande maturità”. È soddisfatto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente (nella foto), dopo il Consiglio comunale che si è tenuto oggi a Roma, a piazza Navona, a un tiro di schioppo dal Senato. Eppure non rinuncia a una nota polemica, spiegando che non gli sono andati giù due aspetti in particolare.
“La nota stonata – commenta – sono stati i fischi al senatore del Popolo della libertà, Filippo Piccone. La nota grave, invece, è stata la sua dichiarazione in cui mi attacca. Se la sua linea è anche quella del Pdl abruzzese la situazione è grave, nei confronti miei e nei confronti di Gianni Chiodi. Eppure Piccone sa benissimo per esempio che non si può dare la colpa al sindaco se alla Questura i lavori sono fermi. Il problema è che non ci sono i soldi”.
“Mi preoccupa – aggiunge Cialente – quello che ha detto Piccone, un uomo forte della maggioranza che governa la Regione. Un altro errore grave, dopo che io stesso ho contribuito a rasserenare il clima che si era creato attorno a lui dopo che aveva detto che Pescara oggi è la capitale d’Abruzzo”.
Quanto al rischio paventato dallo stesso senatore del Pdl che Cialente possa perdere la sua poltrona da sindaco, il sindaco replica che “forse c’è la minaccia di una campagna acquisti in Consiglio comunale, ma i consiglieri anche di centrodestra ora sono legati esclusivamente all’interesse della città. A meno che – conclude Cialente – anche all’Aquila non ci voglia un sindaco originario di Celano”.



