PESCARA, 28 MAGGIO – L’Asse attrezzato rischia di diventare una strada a pagamento. A mettere in pericolo la gratuità della circolazione degli automezzi sull’arteria che colle Pescara e Chieti è una norma della manovra straordinaria varata dal governo per correggere i conti pubblici, che dispone la possibilità di diventare a pedaggio per undici strade e dodici raccordi autostradali. Un’eventualità che anche solo a sentirla aleggiare ha suscitato subito un coro di polemiche. E qualcuno paventa la possibilità che anche la superstrada Teramo-Mare possa finire nell’elenco delle strade che potranno essere rese a pagamento.

PD: UNA TASSA VIGLIACCA

“Sarebbe la tassa più pesante degli ultimi venti anni imposta agli abruzzesi”. Così ha commentato il rischio pedaggio Silvio Paolucci, segretario regionale del Partito democratico.

“Tutte le promesse del centrodestra di abbassare le tasse – ha aggiunto – si infrangerebbero di fronte a questa imposta odiosa e che colpirebbe indiscriminatamente, a partire dai pendolari, e che rischierebbe di compromettere lo stesso tessuto produttivo, l’Università, i consumi, danneggiando gravemente la competitività dell’area metropolitana. Una tassa vigliacca, che punterebbe a fare cassa colpendo tutti, senza un minimo equilibrio in base alle reali possibilità economiche delle persone. Questo smaschererebbe definitivamente la vera natura del Pdl, il partito delle tasse in Abruzzo”.

CONFESERCENTI: UNO TSUNAMI ECONOMICO E OCCUPAZIONALE

“Introdurre il pedaggio sull’Asse attrezzato vuol dire introdurre una tassa sugli acquisti e sui pendolari del mare”. Così ha commentato il direttore di Confesercenti Pescara, Gianni Taucci, che segnala la fortissima preoccupazione fra i commercianti e gli stabilimenti balneari della città adriatica.

“Una misura di questo tipo, in piena crisi economica – ha aggiunto Taucci – vorrebbe dire penalizzare i commercianti e i balneatori di Pescara come mai successo finora, mettendo in ginocchio un settore che conta 4 mila imprese e 10 mila occupati. Con il pedaggio guadagnerebbero solo i grandi centri commerciali, che certamente non hanno bisogno di questo ulteriore regalo, e non vogliamo neppure immaginare quali ripercussioni questo potrebbe avere sul turismo pendolare nei mesi estivi”.

Per questo il direttore di Confesercenti si appella “al sindaco e al presidente della Provincia affinché esercitino tutto il loro potere per scongiurare questo tsunami economico e occupazionale che rischia di dare il colpo di grazia all’economia pescarese”.

I TRASPORTATORI: RISCHIA ANCHE LA TERAMO-MARE

“C’è il rischio che oltre all’Asse attrezzato Chieti-Pescara, anche la superstrada Teramo-Mare finisca nell’elenco delle strade soggette al pagamento di un pedaggio in base al pacchetto anti-crisi varato dal ministro Tremonti”. Lo afferma il responsabile regionale della Fita-Cna, Renato Giancaterino, a detta del quale “l’elenco avrebbe per ora solo carattere “ufficioso”, e pertanto non può essere ancora quello definitivo. Dunque è passibile di un allargamento anche ad altre strade, la più indiziata delle quali, in Abruzzo, sarebbe proprio la Teramo-Mare”.

Secondo Giancaterino, “la misura decisa dal governo rischia di produrre effetti in serie, penalizzando le imprese dell’autotrasporto, le famiglie, i pendolari, le attività commerciali, ma anche l’ambiente. Poco infatti si riflette sul rischio che il pagamento di un pedaggio finisca per riversare dosi massicce di traffico lungo le strade adiacenti che corrono nei centri abitati, e del tutto non idonee ad affrontare la prevedibile massa di traffico che rischia di affluire”.

A detta della Fita-Cna, “occorre adesso una decisa mobilitazione delle istituzioni locali – dalla Regione alle Province – affinché questo provvedimento sia rivisto”.