PESCARA – Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, dice di interessarsi poco a quello che definisce “il gossip” su “Pescara provincia di Chieti”, mentre nella città teatina Enrico Di Giuseppantonio non capisce perché si sia scatenato tanto clamore intorno alla questione, aperta proprio da lui dopo un’intervista sui giornali.

Certo è che la rivalità che storicamente contraddistingue i due capoluoghi di provincia, separati solo da pochi chilometri di asse attrezzato, non poteva non riaccendersi alla proposta del governo Monti di sopprimere due delle quattro province abruzzesi.

Toccherebbe, e il condizionale è ancora d’obbligo, a Pescara e Teramo, e se sul colle teatino si comincia ad accarezzare l’idea di una “Pescara provincia di Chieti”, al mare in tanti hanno iniziato già a puntare i piedi.

Per Testa, però, la questione, messa in questo modo, è solo “gossip”. Il presidente, infatti, dice ad AbruzzoWeb di essere molto più preoccupato per “i pesanti tagli che il governo si accinge a fare ai danni delle Province nel tentativo di ridurre la spesa”.

Testa, come Di Giuseppantonio, conferma che al momento la situazione è ancora tutta in divenire. “Tra una ventina di giorni – dice – avremo notizie più certe. I tagli comunque ci saranno”.

Il presidente della Provincia di Pescara non nega, però, che avrebbe preferito un percorso diverso: “Forse il governo centrale avrebbe potuto affidare alle Regioni il compito di arrivare all’obiettivo della contrazione della spesa pubblica, evitando di dare criteri uguali per tutti, visto che ogni regione è diversa dalle altre e ha una storia a sé”.

Gossip a parte, è chiaro che anche Testa non può che difendere Pescara: “Non si può non tener conto del ruolo nevralgico della città pescarese sul territorio. Con le centomila autovetture che ogni giorno la investono, per citare un solo dato, Pescara è il capoluogo economico della regione”. 

Al presidente Testa, inoltre, appare “prematura” la proposta del Comune di San Giovanni Teatino (Chieti) di ospitare gli uffici centrali della nuova Provincia unificata, così come quelli di questura, prefettura e altri uffici provinciali. “Qualunque sia l’esito di questa vicenda – dice – a Pescara resteranno sicuramente uffici decentrati. Sono comunque preoccupato per la sorte di tutto il nostro personale”.

La proposta di San Giovanni Teatino fa sorridere, invece, il presidente Di Giuseppantonio, che, in attesa di successive decisioni, si limita a dire che “tra i due litiganti non credo ci potrà essere un terzo che gode”.

A Di Giuseppantonio certo non piacciono le dispute su un argomento sul quale ricorda di non avere facoltà decisionale. 

“Non siamo noi a prendere questo tipo di decisioni – ribadisce Di Giuseppantonio – e, finché non si avranno notizie più certe, io non darei per scontato nulla, anche per quanto riguarda la sopravvivenza della provincia di Chieti”.

“Dal canto mio – continua il presidente – posso solo dire che con la Provincia di Pescara abbiamo sempre collaborato tantissimo, affrontando a quattro mani con il presidente Testa tutte le questioni che ci vedevano interessati”.

Testa e Di Giuseppantonio, circa un anno fa, lanciarono l’idea di unificare molti dei servizi delle due province per tagliare le spese di gestione. Un’idea che, in un certo senso, precorreva i tempi e che si poteva attuare senza riaccendere il campanilismo Chieti-Pescara, ma che, a distanza di tempo, è rimasta solo sulla carta.