L’AQUILA – Rischia il carcere l’ex presidente del cda della società aquilana “Irti lavori”, l’imprenditore milanese Alessandro Maccagni.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del 2010 emessa dalla Corte d’Appello dell’Aquila a 4 anni e otto mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta, confermando il pronunciamento dei giudici di primo grado del tribunale al termine del rito abbreviato.
Nel 2010, in relazione alla vicenda del crac Irti, la Corte d’Appello del capoluogo aveva assolto il notaio aquilano Antonello Faraone.
La vicenda risale al 2003 e, come scrive il quotidiano Il Messaggero, nel corso del procedimento penale i giudici hanno ritenuto Maccagni “responsabile di operazioni dolose che avrebbero accelerato il fallimento del colosso delle costrruzione e la distrazione di somme ingenti dal patrimonio dell’azienda che sarebbero spettate, invece, ai molteplici creditori”.
Come molti ricordano, inoltre, Maccagni per un periodo ha ricoperto anche il ruolo di presidente “in pectore” dell’Aquila calcio, in rappresentanza della Irti Lavori.
Suscitò scalpore la convocazione dei giocatori di mattina presta in azienda per strigliarli a seguito di prestazioni deludenti e risultati negativi raccolti sul campo.






