L’AQUILA – Le scosse degli ultimi giorni hanno causato danni evidenti anche agli spazi recentemente ristrutturati dell’Università dell’Aquila.

Dopo le crepe del liceo classico Cotugno, scoperta amara oggi infatti per studenti e professori rientrati all’Aquila per le lezioni e la sessione d’esame nel polo di medicina di Coppito,  dove sono stati ritrovati nelle stanze e uffici  calcinacci e crepe sui muri.

Il professore Sergio Tiberti, docente di igiene presso l’università dell’Aquila, sfoga la sua amarezza ad AbruzzoWeb “noi siamo tornati ieri per fare lezione e ci siamo trovati davanti a questo triste spettacolo”.

Si tratta di fabbricati restaurati successivamente al 2009 durante il rettorato di Ferdinando Di Iorio con la direzione amministrativa di Filippo Del Vecchio.

Situazione simile e angosciante in questi giorni che accomuna l’università dell’Aquila a quella di Camerino (Macerata); la cui sede storica, risalente al ‘400 che ospita la facoltà di Giurisprudenza, risulta attualmente inagibile, nonostante i lavori fatti a seguito del sisma che li colpì nel 1997.

“Possibile che  delle leggere scosse abbiano creato crepe e caduta di calcinacci? – continua Tiberti – io mi chiedo, ma come sono stati fatti questi lavori? Ce lo chiediamo in tanti qui all’Aquila”.

Certo può anche essere tutto nella norma e relativo all’intensità della scossa di domenica scorsa ma secondo quanto riferito dallo stesso docente, queste crepe fanno pensar male, il timore, a detta di molti, è che ci possa  essere stata imperizia nella fase di ricostruzione e ristrutturazione.

“Non bastano i morti del 2009 – tuona – ma noi, come docenti del polo aquilano non stiamo in silenzio, chiederò anzi una commissione d’inchiesta tramite l’università affinchè gli studenti che vengono qui soprattutto da fuori per intraprendere un regolare corso di studi, possano vivere in tranquillità loro e le famiglie lontane”.

Apprezzata dai docenti inoltre, nelle parole di Tiberti, la decisione della rettrice Paola Inverardi, di chiudere l’università per due giorni, durante il ponte dei morti, per controllare che tutto fosse in ordine.

Non solo al fine di assicurare una regolarità nelle lezioni, ma soprattutto per l’incolumità stessa dei tanti tra collaboratori, docenti e impiegati, che affollano ogni giorno la zona universitaria di Coppito, tenuto conto che L’Aquila, continua ad essere una città con una  significativa presenza di studenti universitari fuori sede.