L’AQUILA – L’associazione costruttori (Ance) provinciale dell’Aquila dona il progetto di recupero di palazzo Carli, l’edificio nel cuore del centro storico del capoluogo tra via Roma, Piazza Rivera, via del Pavone e via Forcella, che prima del sisma ospitava la sede del Rettorato.

Ad annunciarlo in una nota il neo presidente dell’Ance, Ettore Barattelli, e la rettrice Paola Inverardi. Un primo passo per superare l’impasse sull’edificio, ancora del tutto bloccato a 7 anni e mezzo dal sisma del 6 aprile 2009, ma che non risolve l’annosa carenza di fondi per la riparazione visto che l’Ateneo asserisce di non averne da investire in tal senso.

Il progetto prevede tecniche di ristrutturazione innovative pur preservando e consolidando le parti di maggior valenza storica e artistica.

L’edificio, settecentesco nella facciata, è il risultato del rimaneggiamento dell’impianto cinquecentesco di cui restano poche tracce e risulta separato in due blocchi da una parte centrale rappresentata da una superfetazione di cemento armato realizzata in anni recenti.

Quest’ultima sarà sostituita da un moderno nucleo distributivo che da via Roma a via Forcella creerà un percorso aperto che attraverserà i due blocchi servendo sia l’auditorium, che affaccerà su via Forcella, che il cortile dell’università.

L’uso futuro immaginato è quello di contenitore multi-funzionale da dedicare ad iniziative imprenditoriali in ambito culturale, incubatore della creatività, area museale, sala convegni e sala teatro. Una parte dell’edificio resta a destinazione universitaria.

“Abbiamo raccolto l’allarme lanciato dall’Università sulle proprie sedi che rischiano di rimanere senza finanziamenti – ha spiegato Barattelli – Grazie a un nostro fondo dedicato alla rinascita sociale ed economica della città, messo a disposizione dall’ANCE Nazionale per le necessità del dopo-sisma, abbiamo subito attivato un team di esperti tecnici locali”.

“Il gruppo, che ha lavorato a rimborso spese, ha prodotto un originale progetto di recupero che, pur ispirandosi alla tradizione del consolidamento monumentale, inserisce forti elementi di innovazione tecnologica che consentono di adeguare sismicamente l’edificio e di coniugare gli spazi in maniera funzionale ad una fruizione polivalente che mette in connessione la vita universitaria con quella cittadina”, prosegue.

Per Barattelli, “oltre al ruolo nobile di polo dei saperi e dell’innovazione l’Università è anche una risorsa importante, come lo è stata in passato, per la rivitalizzazione del centro storico e per l’indotto sull’economia cittadina. Per questo abbiamo ritenuto importante il recupero della sede a maggior valore simbolico dell’Ateneo’.

La rettrice ha ringraziato l’associazione dei costruttori affermando che, “grazie a questo progetto, che ci è stato consegnato qualche giorno fa, siamo finalmente in grado di agire con più efficacia nella trattativa sui finanziamenti per la ricostruzione pubblica, senza contare il valore collettivo di una simile iniziativa”.

“La discussione sul destino del centro storico, infatti, si intreccia necessariamente con quella delle sedi universitarie che possono fare da guida per il futuro ridisegno urbanistico delle dinamiche demografiche del centro – ha evidenziato – grazie alla creazione di poli funzionali diversificati ed integrati”.