SULMONA  – “I marchi di qualità sono un potente strumento di tutela della salute del consumatore e di difesa contro il fenomeno preoccupante delle contraffazioni nel settore agroalimentare”.

Nelle parole di Sandro Tarola, vice segretario generale della camera di commercio dell’Aquila, il senso e l’importanza del seminario di domani a Sulmona “La funzione dei marchi”, organizzato dalla Camera di commercio dell’Aquila, in collaborazione con la Coldiretti, la Confederazione italiana agricoltura e con la Confagricoltura provinciali.

Appuntamento dalle 10 alle 12 di venerdi 15 luglio nella Sala Mazzara del Comune di Sulmona (L’Aquila).

Relatori oltre a Tarola, Rinaldo Pezzoli, dirigente della Prefettura dell’Aquila, Cinzia Coduti, della Coldiretti, Giuseppe Cornacchia, della Cia nazionale ed Ezio Gasbarro, vicepresidente di Confagricoltura L’Aquila.

L’evento si inerisce del progetto di Uniocamenre volto a contrastare la concorrenza sleale e per la promozione della trasparenza e della legalità in economia.

Per marchi di qualità si intendono la Doc, Denominazione di origine controllata, la Dop, Denominazione origine protetta, la Docg, Denominazione di origine controllata e garantita,  e l’Igp, Indicazione geografica protetta.

“I marchi – spiega Tarola – sono riconosciuto dal Ministro delle politiche agricole, a seguito di rigorosi controlli, per questo è importante diffonderne l’utilizzo, anche e soprattutto per contrastare il fenomeno delle contraffazioni, e l’invasione sui nostri scaffali, con il mercato globale, di prodotti non solo taroccati, ma anche pericolosi per la salute”.

Una minaccia che incombe anche su prodotti di punta come lo zafferano e il vino.

“Nei discount – spiega Tarola – troviamo zafferano anche a bassissimo costo, ma quello non può essere zafferano, sono solo sottoprodotti edulcorati, la quantità di zafferano è minima. Altro esempio è il vino: vengono propinate bottiglie che contengono solo una parodia di vino, piene di solfiti e altri prodotti chimici, che sono dannosissimi”.

Per contrastare questo fenomeno non basta la repressione delle forze dell’ordine a valle, a monte serve anche l’educazione alimentare dei cittadini consumatori, e la loro collaborazione.

“Ai cittadini – conclude Tarola – dico bisogna diffidare delle imitazione, un prodotto a bassissimo costo non è affatto un buon affare, spesso è un veleno per il nostro corpo. E a maggior ragione devono essere i primi a denunciare sospette edulcorazioni e contraffazioni ai Nas, al servizio repressione frodi del Ministero, o anche alla Guardia di finanza”.