SULMONA – Il collettivo Altrementi Valle Peligna organizza per domani sabato 24 ottobre alle ore 18:00 in Piazza XX Settembre, nel cuore di Sulmona e della Valle Peligna, un’assemblea pubblica contro carovita e riarmo e in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.
Un’iniziativa che “vuole portare anche la piena solidarietà ad autotrasportatori e agricoltori attualmente in sciopero e che stanno bloccando le strade del Paese per i medesimi motivi”.
LA NOTA
Vogliamo il pane! Nel nostro Paese (e nei nostri paesi) ormai è povero anche chi ha un lavoro, con stipendi da fame e costo della vita, dei beni essenziali e delle utenze alle stelle. Vogliamo poter lavorare con dignità, senza rischiare di non tornare a casa, senza piegarci a condizioni di sfruttamento e accettare di partecipare alla piaga del lavoro sommerso per poter sopravvivere.
Vogliamo il diritto allo studio – scuola e università pubbliche adeguate al loro ruolo fondamentale di luoghi di formazione della cittadinanza e di garanti del diritto alla piena realizzazione intellettuale e spirituale degli individui – e a poterci costruire un presente e un futuro.
Diciamo no alla privatizzazione e mercificazione dell’istruzione e della ricerca, alla loro trasformazione in un privilegio per pochi fortunati.
Vogliamo anche il diritto all’insegnamento libero e rispettato, che è spesso negato ad insegnanti sommersi da responsabilità formali ed informali completamente estranee al loro ruolo vitale di educatori.
Vogliamo una sanità pubblica pienamente funzionante che garantisca a tutti il diritto primario a cure e prevenzione.
Diciamo no alla privatizzazione della cura. Nel nostro Paese (e nei nostri paesi) la casa è ormai un miraggio: affitti esorbitanti, intere località delle aree interne trasformate in “borghi” turistici, impossibilità di accedere al diritto essenziale di abitare un luogo.
Noi rivendichiamo il diritto all’abitare e a un abitare in condizioni dignitose per tutte e tutti.
Vogliamo che i soldi delle nostre tasse non vadano a finanziare guerre e armi, ma siano investiti per soddisfare i bisogni degli abitanti e in servizi utili alla crescita sociale e culturale.
I nostri territori si spopolano di persone e di energie, diventando grigie terre di conquista per i profitti di speculatori e multinazionali, e/o colonie parcogiochi per turisti ricchi.
Diciamo no alla strategia di desertificazione della nostra terra. Sì a servizi e trasporti pubblici potenziati.
Vogliamo anche le rose!
Vogliamo il diritto di poter sognare, di poter amare e vivere nella nostra terra senza essere costretti a migrare altrove per sopravvivere.
Vogliamo costruire relazioni sociali e umane eque. Vogliamo tutelare il nostro ambiente di vita, i nostri paesaggi, i nostri ecosistemi.
Vogliamo biblioteche pubbliche aperte tutti i giorni dal mattino alle ventuno.
Vogliamo spazi pubblici di socialità, sport, studio, festa e cultura. Vogliamo il diritto alla felicità collettiva. Vogliamo il diritto ad una vita bella.






