L’AQUILA – “Nessun madornale errore della passata Giunta come afferma il vice presidente della Giunta Giovanni Lolli. Infatti la decisione di stare in transizione o convergenza è della Commissione europea sulla base del reddito medio pro capite”.
Questo il commento di Mauro Febbo, presidente della Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, rispetto alle dichiarazioni di Lolli ad AbruzzoWeb sui fondi Fesr.
“L’unica regione retrocessa a livello europeo è stata la sola Basilicata, non per sua scelta, ma a causa della forte crisi che ebbe il polo del mobile (Salotti Natuzzi) che ha avuto riflessi devastanti sui livelli occupazionali e quindi reddituali”.
“L’allora governo italiano – prosegue Febbo – tentò di non inserire regioni in transizione ma la Commissione impose la scelta, tant’è che l’ha istituita! Noi saremmo andati in convergenza, quindi, con regioni come Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana ed il riparto sicuramente ci avrebbe penalizzato”.
“Andammo in transizione definendo le risorse con le altre due regioni, ovvero la Sardegna e il Molise, più una compensazione con lo Stato. D’altronde – rincara l’ex assessore regionale alle Politiche agricole – anche nel Feasr (Fondo europeo agricolo sviluppo rurale) siamo in transizione, ma siamo stati l’unica regione in Europa ad aver avuto maggiori risorse, sia sul primo pilastro che sul secondo, tant’è che il Psr è passato dai 382 milioni euro (2007-2013) a 432 (2014-2020)”.
“Pertanto, il vice presidente Lolli – conclude Febbo – anziché avventurarsi in dichiarazioni senza contraddittorio, infangando il lavoro dei suoi predecessori, si adoperi per garantire uno sviluppo della nostra regione, tanto sbandierato in campagna elettorale, ma ancora fermo al palo rappresentando un’utopia ed una chimera per gli abruzzesi”.






