L’AQUILA – Alcuni problemi di salute lo portano a curarsi fuori dall’Abruzzo, ma alla fine trova la soluzione ai suoi mali all’ospedale dell’Aquila, e oggi le sue congratulazioni vanno proprio ai professionisti del San Salvatore.
È la storia di don Giovanni Gatto, parroco della frazione aquilana di Tempera originario del Trevigiano, che dopo una vera e propria odissea per cercare una soluzione ai suoi problemi di salute decide “per disperazione” di rivolgersi al professor Gianfranco Amicucci e al dottor Marino Di Furia della Chirurgia Universitaria di L’Aquila. I quali, “insieme ad una ottima equipe, senza volere un soldo, con tanta umanità e urgenza, prendono a cuore il mio caso e, mi fanno fare degli accertamenti e esami endoscopici”, che porteranno alla soluzione.
“Da circa 20 anni soffrivo di un grave reflusso gastroesofageo, ernia iatale consistente, colite grave microscopica-linfocitica, sindrome metabolica e obesità grave di tipo patologica-metabolica – racconta – Avevo sempre dei dolori all’addome e bruciori forti di stomaco e, per tirare avanti, quando non ne potevo più, assumevo contemporaneamente 6 pastiglie di Buscopan da 500 mg. per calmare i dolori, inoltre mi venivano degli attacchi improvvisi di febbre alta”.
“Nel febbraio 2008, dopo essere finito al pronto soccorso di L’Aquila per i dolori atroci, una cara dottoressa mi ordina urgentemente una gastroscopia e colonscopia con biopsie, da fare presso la gastroenterologia di L’Aquila che, nel 2008 era diretta dalla mia conterranea professoressa Maria Chiaramonte“.
“Insieme alla sua equipe – racconta don Giovanni – mi fanno gli esami endoscopici suindicati e confermano le diagnosi e i sintomi. Inoltre, dall’esame istologico trovarono qualcosa di serio, una patologia autoimmune. Purtroppo le terapie farmacologiche non fecero effetto e, nel febbraio 2009 mi operai in un ospedale ad alta specializzazione fuori dell’Abruzzo, presso un reparto di Chirurgia gastroenterologica; vengo operato per ernia iatale e tubulizzazione gastrectomica sleeve, ma riesco a risolvere solo il problema della febbre alta e, in parte, risolvo solo qualche problema metabolico”.
“Purtroppo si dimenticarono di togliere l’ernia iatale e non confezionarono bene lo stomaco, così il grave reflusso peggiorò e iniziai a soffrire di dumping sindrome, ovvero cali gligemici improvvisi e pericolosi. Arriviamo a maggio 2012 e, vengo di nuovo sottoposto a un intervento chirurgico di conversione e correzione, presso un reparto di di chirurgia bariatrica-gastroenterologica di un altro ospedale ad alta specializzazione fuori dell’Abruzzo”.
“Purtroppo – ricorda don Giovanni – subito dopo l’intervento di by pass gastrico su ansa alla roux e iatoplastica, che si fa per i tumori e problemi metabolici gravi, succede una emorragia gastrica, mi tagliano in open per fermare urgentemente il sangue; subito dopo entro in coma farmacologico per circa 30 ore”.
“Dopo tale intervento, riesco soltanto a risolvere il problema della deglutizione difficile, ma peggiorano i fenomeni di dumping sindrome e metabolici. Da novembre 2015, inizio ad avere forti nausee, vomito, bocca amara e colite”.
“A gennaio 2016, decido per disperazione, di rivolgermi al professor Gianfranco Amicucci e al dottor Marino Di Furia della Chirurgia Universitaria di L’Aquila. Il professor Amicucci, Di Furia e la sua ottima equipe, senza volere un soldo, con tanta umanità e urgenza, prendono a cuore il mio caso e, mi fanno fare degli accertamenti e esami endoscopici”.
“Il 29 gennaio 2016, Amicucci decide di operarmi perché c’erano tutti i parametri scientifici. Altri ospedali fuori dell’Abruzzo, ad alta specializzazione, si rifiutarono di operarmi perché dissero che il mio caso clinico era delicato e complesso. Ebbene il 25 febbraio 2016, il professor Amicucci, dopo circa 7 ore di intervento chirurgico, riesce ad asportarmi una parte di stomaco inesplorabile endoscopicamente e a rischio cancro, mentre, a livello metabolico-bariatrico-gastroenterologico, mi allunga il by pass g. di 160 cm”.
“Finalmente, dopo anni, sono riuscito ad andare al bagno regolarmente, ho già perso circa 12 kg, ho sospeso la pastiglia per l’ipertensione, non ho più vomito, ne diverticolite, ne colite e, i valori metabolici si stanno normalizzando!”, esclama con soddisfazione.
“Spero che l’eccellenza della Chirurgia universitaria dell’Aquila, diretta dal professor Amicucci, venga messa presto in risalto sia a livello regionale che nazionale!”, conclude don Giovanni.
“Ringrazio Gesù, perché mi ha fatto conoscere in modo provvidenziale il dottor Marino Di Furia, il professor Amicucci genio e luminare della chirurgia e, tutta l’equipe della Chirurgia Universitaria di L’Aquila. Grazie Gesù! Grazie dottori e prof! Vi benedico e prego per voi”.






