PESCARA – Ad un anno e mezzo di distanza dal discusso viaggio in Corea del Nord, il senatore di Forza Italia Antonio Razzi porta a Pescara un gruppo di imprenditori pronti a investire – giura il parlamentare – in Abruzzo.
La missione del luglio 2013, insieme ad una ristretta delegazione di parlamentari di cui facevano parte anche gli abruzzesi Gianni Melilla di Sel e Gianluca Castaldi del Movimento 5 Stelle, destò ilarità per gli obiettivi che si prefiggeva: “promuovere il riavvicinamento tra le due Coree ed una riunificazione dei due Paesi che si separarono al termine della guerra, in quel lontano 1953”.
“Insieme all’ambasciatore della Corea del Sud, perché ho buoni rapporti anche con loro, il 29 gennaio alla Camera di Commercio di Pescara ci saranno anche alcuni imprenditori della Mongolia”, annuncia Razzi ad AbruzzoWeb, che lunedì a Roma avrà due incontri propedeutici alla missione di primavera, uno con ciascun ambasciatore di Corea del Nord e Mongolia, “da cui ho ricevuto due telefonate”.
“Il presidente della Camera di commercio Daniele Becci conosce bene il mio impegno – aggiunge Razzi – ed è orgoglioso di questo lavoro, tanto che in più occasioni ha affermato che ‘nonostante parlate tanto di Razzi, è l’unico che porta ambasciatori in Abruzzo'”.
“Pensano che io sia Crozza, un burattino, invece se si vuole aiutare l’Abruzzo bisogna dare da mangiare agli abruzzesi”, aggiunge lanciando frecciate ai suoi detrattori, che albergano prima di tutto nella stessa Forza Italia.
E nel colloquio con AbruzzoWeb non è mancato il riferimento alla politica, soprattutto dopo che Silvio Berlusconi ha confermato la fiducia al coordinatore regionale Nazario Pagano, del quale Razzi ha a lungo chiesto la destituzione, anche all’ex premier in persona.
E il parlamentare eletto per la prima volta tra gli italiani all’estero e oggi espressione del collegio abruzzese, non si capacita della rinnovata stima espressa dall’ex premier. “Non ne sono così convinto, non riesco a capirlo”, ripete.
D’altra parte, appena dieci giorni prima della breve nota con la quale Berlusconi ha annunciato che Pagano resta al suo posto, Razzi ad Arcore aveva suggerito un commissariamento con Paola Pelino. “Ci vorrebbe un mago per capire se il presidente asseconda me o Pagano”, aggiunge.
Razzi non si dice comunque affatto preoccupato di perdere lo scranno parlamentare, secondo alcuni compromesso dal fatto che la precedenza nelle liste possa essere data ai coordinatori regionali. “Berlusconi nelle riunioni ha apertamente ribadito che tutti i parlamentari saranno ricandidati”, dice.
Dalla conviviale organizzata per venerdì a Montesilvano, intanto, Razzi si aspetta di “vedere e conoscere chi c’è e chi non c’è”, tra i simpatizzanti azzurri. E “capire chi è di Forza Italia e chi no, conoscere i veri forzisti in Abruzzo!”.
Lui li ha invitati tutti. Compreso Pagano, che non ha fatto la stessa cosa con Razzi per Azzurri in Vetta, la kermesse del 16 e 17 gennaio a Roccaraso.
“Come al solito non sono stato chiamato, ma ho già un altro impegno e avendo dato disponibilità altrove non credo di esserci. Pagano lo ho invitato per venerdì sia attraverso Whatsapp, che per email ed sms, perché Accà nisciuno è fesso – conclude – e non ha neanche risposto”.





