L’AQUILA – “A differenza di Nicola Trifuoggi, non ho mai detto di volermi candidare sindaco contro Massimo Cialente, eppure solo io vengo cacciato dalla Giunta. È una decisione ingiusta e incomprensibile, a meno che non ci sia qualcosa sotto che non sappiamo”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb il segretario regionale dell’Italia dei valori Lelio De Santis, a cui oggi sono state rimosse le deleghe da assessore a Bilancio e Progetti C.a.s.e. del Comune dell’Aquila come conseguenza della crisi aperta dal primo cittadino.
Il riferimento è al numero 2 della Giunta aquilana, l’ex procuratore Trifuoggi, che ha lasciato intendere di volersi candidare alla fascia tricolore in alternativa al centrosinistra nel 2017: un’ipotesi fragorosa ma che non ha provocato scossoni, come invece la conferenza stampa degli ex dipietristi che denunciavano lentezza e invitavano al rilancio nell’ultimo anno e mezzo di mandato.
“Sono in forma, come prima più di prima – afferma De Santis – Se usciremo dalla maggioranza? Veramente siamo stati cacciati e se ci sarà un vertice non ci andremo, ne siamo fuori e non per scelta nostra, ma per decisione immotivata del sindaco”.
Si va verso la caduta dell’amministrazione e il ritorno anticipato alle urne? “Non ho i conti sottomano” afferma, rispondendo poi con prudenza alla domanda di una possibile mozione di sfiducia a Cialente da parte dell’Idv: “Oggi non c’è questa ipotesi, in futuro chissà, ognuno si muoverà politicamente”. (alb.or.)




