L’AQUILA  – “L’acqua deve restare pubblica senza il minimo coinvolgimento dei privati come ha fatto intravedere dal presidente Marsilio. Bisogna lavorare per migliorare e potenziare il sistema, a partire dalla riduzione degli sprechi e garantendo l’approvvigionamento idrico sulla costa abruzzese, in particolare nel periodo estivo”.

Così il capogruppo della civica di ‘Abruzzo in Comune’, Sandro Mariani, commentando i lavori della commissione d’inchiesta sul ciclo idrico integrato che si è svolta all’Aquila. L’organismo, in funzione da sei mesi e in scadenza, è presieduto dall’ex capogruppo del M5S, Sara Marcozzi, attualmente consigliere del gruppo misto.

“Nel corso della riunione – prosegue Mariani – è emersa la fotografia della situazione degli Enti gestori che secondo la maggioranza di centrodestra è migliorata da quando sono arrivati loro. Ma il merito non è di Marsilio e soci, ma dei manager degli enti gestori dell’acqua nei quali la Regione non fa parte neanche dell’assemblea dei soci”.

“Mariani attacca il presidente della Regione di Fdi: “Marsilio, presidente di Fratelli d’Italia, rivendica la paternità dei fondi sulle infrastrutture idriche benché non si tratti di risorse regionali, ma del Pnrr, frutto di un’azione congiunta a 360 gradi di tutti i partiti, ad eccezione di Fdi che nel momento dell’approvazione del Piano era all’opposizione. Trovo singolare poi la dichiarazione del presidente che ha formulato la ipotesi di aumentare di uno o due euro la bolletta dell’acqua per superare il deficit delle società pubbliche del ciclo idrico integrato, quando le tariffe vengono determinate dalla Arera, un ente nazionale che con la Regione non c’entra nulla” conclude il consigliere regionale di opposizione.