L’AQUILA – Una frotta di stranieri si è presentata poco prima delle 17 all’Aquila al seggio allestito all’hotel Castello per votare, senza successo, alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco.
Al gruppo, che non è passato inosservato, secondo quanto appreso da fonti del comitato organizzatore non sarebbe stato consentito di votare, nonostante fosse composto da tutte persone in regola con il permesso di soggiorno.
Il regolamento spiega, infatti, che possono partecipare alle primarie “cittadine o cittadini italiani, dell’Unione Europea, di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno, residenti nel territorio comunale”.
L’ultima virgola può aver fatto pensare a qualcuno che bastasse il solo permesso come requisito invece, è stato spiegato, è necessaria anche la residenza.
Il timore che l’esito delle primarie possa essere in qualche modo influenzato dal voto organizzato di gruppi di persone facilmente condizionabili è molto alto, per questo l’attenzione degli organizzatori non si è mai abbassata.
E forse non è un caso che il seggio dell’hotel Castello, l’unico nel quale possono votare anche stranieri, minorenni e studenti fuori sede, è stato costantemente presidiato dai dirigenti del centrosinistra.
Al momento dell’arrivo del gruppo di uomini di colore, per esempio, erano già presenti, tra gli altri, il segretario del Pd Stefano Albano, l’assessore comunale Emanuela Di Giovambattista e, più defilato, Americo Di Benedetto, che si contende la candidatura a sindaco con Pierpaolo Pietrucci e Lelio De Santis. (m.sig.)




