L’AQUILA – Il clima si fa incandescente nel Partito democratico aquilano e nel centrosinistra in generale dopo l’accelerazione grazie a un “vertice carbonaro” ristrettissimo sull’ipotesi di candidatura a sindaco del capoluogo del consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci.
Con l’ormai sempre più abitudinario ricorso alle bacheche dei social network, stavolta a insorgere è un altro assessore della Giunta uscente, Pietro Di Stefano, da 7 anni custode della possente e complicata macchina organizzativa della ricostruzione, che sembra occhieggiare alle primarie anche a dispetto della quadra trovata su Pietrucci con “mani libere” e la denuncia di uno “strappo” da parte di chi dovrebbe garantire le regole, leggi staffilata al segretario comunale Stefano Albano e alla dirigenza in generale.
E le sue parole, quanto e più di quelle che il collega di Giunta Maurizio Capri ha affidato questa mattina ad AbruzzoWeb, sono feroci.
“Col freddo che fa i caminetti possono servire a scaldarsi, fare quattro caldarroste, bere un bicchiere di vino e sparare qualche stronzata – sbotta Di Stefano – La politica è altra cosa e mi stupisco di come non si abbia la percezione della lontananza da quello che serve e che è opportuno fare”.
“Ora, però, si fa sul serio a partire dalle primarie e dalla buona politica. Ognuno si sente libero e senza vincolo alcuno se a strappare sono proprio coloro che dovrebbero garantire il rispetto delle regole e dei comportamenti: proprio come si è chiesto ad altri di farlo in passato”, conclude minaccioso.
Sul tema si avventa anche Lelio De Santis, segretario regionale dell’Italia dei valori che con il suo “Patto per L’Aquila” assieme al Partito socialista, ai Liberali e ad Abruzzo civico chiedeva confronto e pari dignità con i dem.
Anche lui a questo punto sembra adombrare l’ipotesi del “tutti divisi” al primo turno.
“Candidato Sindaco: sembra che i 3+3 del Pd (i 3 dirigenti noti ed i 3 più giovani) abbiano scelto nel chiuso di una stanza il candidato sindaco per L’Aquila: auguri! – scrive – Di coalizione, di programma, di problemi della città e di futuro per i giovani si parlerà dopo, se ci sarà un po’ di tempo…”. (alb.or.)





